CASAPESENNA (Caserta) Ieri, 1 marzo 2015, le Comunità di Casapesenna e San Cipriano d’Aversa si sono incontrate presso il Tempio “Mia Madonna Mia Salvezza” per un incontro su don Raimondo Pasquariello, il “Prete del Sorriso”, come riporta il sottotitolo dell’opera biografica sul sacerdote (Giancarlo Bova, Don Raimondo Pasquariello. Il prete del sorriso, Edizioni Scientifiche Italiane, 2014), presentato nella medesima occasione.

L’evento ha visto il saluto di don Andrea Della Gatta, Rettore del Tempio/Santuario ospitante, mentre relatori sono stati:
Don Giuseppe Di Bernardo, Officiale per la Congregazione per il Clero, che ha parlato de “Il Sacerdote negli insegnamenti di Papa Francesco”;
Don Maurizio Granara, Sacerdote amico di don Raimondo, che ha parlato de “Don Raimondo alla scuola di Don Salvatore Vitale”;
Prof. Giancarlo Bova, docente presso il Liceo Scientifico di Capua, che ha parlato de “Don Raimondo nella mia vita”.

Le conclusioni sono state affidate a Sua Eccellenza Mons. Angelo Spinillo, Vescovo di Aversa.

La moderazione è stata affidata al sacerdote giornalista Don Michele Barone.
Erano presenti all’evento diversi sacerdoti della Piccola Casetta di Nazareth, nonché tanti fedeli.

Nell’opera in presentazione “Don Raimondo Pasquariello. Il prete del sorriso” l’autore racconta sul filo della memoria l’esperienza della sua amicizia ventennale con don Raimondo Pasquariello, parroco di Francolise (Caserta), inquadrandone la figura nel contesto sociale e religioso del territorio. Dal ricordo, si legge nella nota editoriale della pubblicazione, emerge a chiare linee la figura di un prete vicino agli sventurati, ai bambini dei carcerati, alla gioventù abbandonata, alle vedove, agli ammalati e ai disoccupati. Si può dire che don Raimondo abbia incarnato i più alti ideali cristiani, in quanto è stato tutto amore, carità, bontà e misericordia verso il prossimo. Il suo cuore era sempre attento e generoso verso le sofferenze e le miserie di tutti i fratelli, per essere simile a Cristo: Qualunque cosa avete fatto al più piccolo dei miei fratelli, l’avete fatto a me (Matteo). Per questo il sacerdote amava i piccoli e i poveri, perché credeva che in essi fosse presente Gesù.

In relazione all’evento Don Luigi Menditto parlando della relazione di don Giuseppe Di Bernardo ha riferito: “Grazie, Don Giuseppe, per la stupenda relazione sul sacerdozio e sul sacerdozio di Don Raimondo, figlio spirituale del Servo di Dio don Salvatore Vitale, Parroco di Casapesenna e Fondatore dell’ Opera ” La Piccola Casetta di Nazareth”. Don Salvatore è stato il Sacerdote di periferie, come si esprime Papa Francesco. E’ stato un prete scomodo per molti, ma un prete che Gesù ha portato sul Tabor e gli ha detto di tacere. In Lui non sono mancate le quattro caratteristiche, i quattro amori dell’ uomo di Dio. Gesù e Maria, Mia Madonna e Mia Salvezza,le due colonne che l’hanno sostenuto e guidato nel difficile cammino del suo apostolato in questo territorio. E’ alla sua fonte si è dissetato lo spirito del giovane Sacerdote Don Raimondo. Sono stato accanto a don Salvatore dal 1944, prima come orfano, povero e di famiglia numerosa e, poi 17 anni, da sacerdote”.
Aggiunge il sacerdote “Uguale stima e il grazie più sentito per il Prof. Carlo per la gradita e generosa pubblicazione della vita del carissimo e stimatissimo confratello, tornato innanzi tempo per noi, alla Casa del Padre tenuto per mano dalla Mamma Immacolata, la Mia Madonna”. Per accedere alla galleria fotografica dell’evento clicca qui.

