“Gramigna, vita di un ragazzo in fuga dalla camorra”: il coraggio di Luigi Di Cicco

 

CASERTA – “Fuggire dalla malapianta si può. Io l’ho fatto”, a parlare è Luigi Di Cicco, figlio di un noto boss della camorra dell’Aversano, fuggito all’illegalità, che ha scelto di raccontare la sua storia in un libro: Gramigna, vita di un ragazzo in fuga dalla camorra”.

Scritto a quattro mani, con il giornalista Michele Cucuzza, Gramigna è una storia di amicizia e di speranza e di chi, coraggiosamente, ha deciso di sconfiggere il male creando del bene.

Nessuno di noi è succube del proprio destino. Siamo noi che creiamo il nostro”, ha commentato Di Cicco, visibilmente emozionato, in occasione della presentazione del libro, avvenuta martedì 10 febbraio 2015, presso il Teatro Comunale di Caserta.

A volere l’incontro, che ha visto la partecipazione di una folta rappresentanza di ciascun istituto superiore della città, è stata l’Assessore alla Cultura e alla Pubblica Istruzione, Nicoletta Barbato.

Questa iniziativa è nata per coinvolgere i giovani – ha dichiarato l’Assessore – A me non piace chi infanga il nostro territorio senza portare risultati, ma semplicemente per arricchire le proprie tasche. Gramigna non è il solito libro inchiesta. È  una storia toccante, raccontata con gli occhi di un bambino che ha vissuto la sua infanzia passando da un penitenziario ad un altro, e che ci fa capire come la camorra si contrasti non solo con le forze dell’ordine, ma soprattutto con un’azione culturale forte. Nella vita la forza di volontà aiuta a superare tutti i problemi e oggi dobbiamo imparare ad ascoltare e comprendere. Se Luigi è riuscito a riscattarsi è anche merito delle persone e degli affetti che ha incontrato lungo il suo cammino”.

Una delle tante cose che ho scoperto, nell’esperienza vissuta con Luigi – ha commentato Cucuzza – è che i sentimenti sono ovunque. Si infiltrano anche nei luoghi più impensati e lontani. La sua testimonianza ci dimostra che cambiare si può. E il libro è nato proprio con l’obiettivo di aiutare chiunque voglia fuggire da una situazione simile. Il cambiamento parte da noi stessi, ma tutti noi dobbiamo pretendere che chi ci rappresenta e ci dirige, faccia il proprio dovere, rispettando la legalità. Questo perché, purtroppo, il problema delle Mafie, non ha a che fare con un territorio in particolare, ma è una piaga dell’Italia intera”.

Presenti all’incontro, moderato dalla giornalista Teresa Gentile, oltre ai rappresentanti delle forze dell’ordine, anche il sindaco di Caserta, Pio Del Gaudio; il regista Sebastiano Rizzo, che ha in progetto una trasposizione cinematografica del libro; e don Aniello Manganiello, per sedici anni parroco di Scampia, dove ha combattuto la criminalità organizzata, che ha, più volte, ribadito come la legalità inizi dalle piccole cose e come la cultura sia essenziale nella lotta contro la malavita. “Se vogliamo combattere le mafie, diceva don Giuseppe Puglisi, dobbiamo togliergli l’aria e l’acqua”, ha concluso don Aniello.

Il nostro territorio viene ingiustamente etichettato come terra di Gomorra – ha, poi, commentato il Sindaco – La nostra città è piena di storie positive che aspettano di essere raccontate. E io sono convinto che la Buona Notizia vinca su quella cattiva”.

Un messaggio forte, dunque, quello che ha lanciato Luigi alla giovane platea, un invito alla speranza e al coraggio che arriva in un momento di forte instabilità, sia economica che sociale.

Oggi giorno è una battaglia da combattere. Da ragazzo ho deciso di intraprendere la strada più stretta, non quella larga che mi avrebbe fatto cadere in un burrone. Io ho scelto il Bene”, ha concluso Di Cicco.