Caserta, inaugurazione della mostra fotografica “Acadèmies”di Giulio Festa da Arterrima il 13

CASERTA – Sabato 13 dicembre 2014, alle ore 19:00, si inaugurerà la mostra fotografica “Académies” Fotografie ed elaborazioni del fotografo casertano Giulio Festa presso la Galleria Arterrima sita sul C.so Trieste, 167 II Piano- Caserta.

Durante il vernissage che sarà aperto al pubblico fino al 25 dicembre 2014, saranno esposte le opere di un fotografo che viene dall’archeologia e che ha conservato con la pietra e l’antico una relazione particolare. Ieri erano i graffiti dei soldati del risorgimento, oggi delle statue viste con occhio nuovo e rivisitate con la più moderna tecnica. Dipinte, intarsiate, modellate, interpretate, scrostate nel corso della storia, eccole oggi ” tatuate”, che attestano la loro metamorfosi senza fine sotto lo sguardo degli artisti. Giulio Festa ci invita a riscoprirle e le mostra ben vive di vita nuova e sensuale conferita dalle tecniche contemporanee, al servizio di un emozione di oggi. “L’antico” rimane il legame tra le generazioni successive e conserva la sua forza di attrazione e interrogativa nel cuore della cultura contemporanea”.

”Un viaggio culturale”attraverso scatti elaborati che raffigurano statue in marmo, in bronzo e calchi in gesso fotografati da Giulio Festa nei diversi musei d’Europa. Una statuaria riproposta attraverso una profonda sensibilità estetica che l’autore ridisegna con mano d’artista. Sono foto che riempiono lo spazio che occupano in modo tridimensionale, dando corpo all’immagine per esplodere in un insieme di luci ed ombre che avanzano nello sguardo di chi sta di fronte.

CHI E’ GIULIO FESTAGiulio Festa è nato a  Caserta, dove vive e   svolge  la sua professione di   insegnante. Laureato in scienze motorie presso l’università di Tor Vergata di Roma, tra gli anni ’80 e ‘90 si è  occupato di fotografia subacquea.
Nel 2005, dopo una lunga pausa, ha ripreso la sua passione di fotografo, interessandosi, questa volta, di   tradizioni popolari Campane. Successivamente, si è impegnato in un frenetico e capillare lavoro di ricerca e  denuncia dello stato di abbandono di siti e monumenti di notevole importanza “storico-  artistico”, minacciati  dal trascorrere dei secoli e dalla  colpevole incuria degli uomini e delle istituzioni.

Nel 2006 ha pubblicato il libro fotografico “Correva l’anno 1860-graffiti e  firme ai Ponti della Valle” (edizioni Premio Fondazione Luigi Vanvitelli) tratto dalla mostra omonima, selezionata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed esposta a Palazzo Reale di Caserta in occasione delle celebrazioni per il 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia. Il testo, come la mostra, racconta gli avvenimenti storici del periodo unitario, attraverso le foto dei graffiti lasciati dai soldati che avevano combattuto ai “Ponti di Valle di Maddaloni” l’ 1 e 2 ottobre 1860.
Nel 2010, alcune sue foto relative al museo dei Campi Flegrei del Castello di Baia, sono state inserite nel volume “Melanges de l’Ecole francaise de Rome”.

Nel 2011 ha pubblicato, per conto dell’Asips, l’azienda speciale della Camera di commercio di Caserta, un itinerario fotografico sui beni culturali della stessa provincia dal titolo “Caserta, un territorio da scoprire”. Ancora nel 2011, su incarico della Prefettura di Caserta, ha svolto un interessante lavoro di ricerca sul Fondo edifici di culto (F.E.C.), cui appartengono chiese, conventi, monumenti che furono sequestrati al clero dopo l’Unità d’Italia e che oggi sono di proprietà del Ministero dell’Interno. Risalgono al  mese di giugno e settembre  2014 le ultime mostre organizzate da Giulio Festa rispettivamente “Academies” all’ Istitut Francais di Napoli e Chiuso per Tramonto, un reportage fotografico nella Casa delle bifore dedicato ad  Ursula Pannwitz, artista di origine tedesca che scelse di vivere nel borgo medievale di Casertavecchia svoltasi nella chiesa dell’Annunziata di Casertavecchia durante la rassegna Settembre al Borgo e replicata a San Leucio nel corso del Festival delle Arti (in) Contemporanee.

Contestualmente al suo impegno di documentazione sul territorio, non ha smesso di essere e considerarsi “fotografo di viaggio”. Affascinato dal continente Asiatico ha svolto diversi reportage di tipo antropologico documentale in paesi come l’India ,il Nepal, il Tibet, la Tailandia, la Cambogia, il Laos, il Vietnam, il Giappone.