Caserta, Come natura crea…l’uomo distrugge: in un libro la storia dell’ex Centro di Ricerche Cirio

 Dagli splendori della SME e dell’era Cragnotti al buio dei nostri giorni, una storia vista con gli occhi di un microbiologo romano, con la passione della Lazio, della pesca e della corsa a piedi, emigrato al sud 25 anni fa con il miraggio del “posto sicuro” e ora “cassintegrale” a tempo pieno.

Il cassintegrale, di Luca Fasano

 


Eravamo quattro amici al bar, direbbe un noto cantautore,  sorseggiando un meritato caffè, e mi è capitato tra le mani questo libro il cui titolo, lo ammetto, mi ha molto incuriosito… Il cassintegrale…Pensavo tra me e me, sarà un saggio che si occupa senza alcun dubbio di lavoro:…ma chi è costui che ironizza su uno strumento utilizzato per i periodi di crisi industriale, ovvero su una condizione? L’ho preso, gli ho dato una rapida scorsa e mi sono immediatamente proposto per recensirlo sull’Eco di Caserta.

Causa forza maggiore (intervento di rimozione di un molare per una frattura dovuta ad una scoria di troppo presente nel pane integrale…eppure c’è ancora chi si ostina a sostenere che il pane integrale non possa che far bene…agli amici dentisti), ho dovuto trascorrere un intero pomeriggio in poltrona e ne ho subito approfittato per darmi alla lettura del libro che mi ero impegnato poi a recensire nel migliore dei modi.


Una storia di ordinaria follia

L’ho praticamente divorato, frattura a parte, in qualche ora…Una storia personale, o come dice l’Autore “… una storia di ordinaria follia”, la storia che nasce (e forse muore) a Caserta,  in ottanta pagine. Ottanta pagine di saggezza: una vita intera! Il libro infatti è il racconto autobiografico di un ricercatore di quello che oggi è il centro di ricerche Eureco di Piana di Monteverna in provincia di Caserta, che un tempo – prima della Sme, poi del gruppo Cragnotti – era il più importante centro di ricerche in agricoltura di tutto il Mezzogiorno, e che è stato fatto chiudere, ovvero è adesso con la maggior parte dei ricercatori, circa 40, in cassaintegrazione. Nonostante avesse commesse e possibilità di sviluppo. Una storia di ordinaria follia di come in Italia certe strutture all’avanguardia muoiono per miopia, non solo dei politici ma anche degli imprenditori e nel silenzio di tutti.


La lettura è agevole, non appartiene alla saggistica, anzi la storia è una storia reale, sentita e sofferta, la storia di un uomo, lavoratore prima e poi tutt’insieme marito, padre e perché no “collega”, tifoso e corridore di successo.


Il racconto scorre senza intoppo alcuno. La storia di Luca Fasano… è la storia in cui ognuno di noi può ritrovarsi, precipitando cioè in un limbo, sospeso tra la vita e la morte…del lavoro intendo… un libro per pensare, per meditare, per fermarsi a riflettere, senza farsi trascinare dalla pesantezza e dai risvolti che il tema impone, ma con una squisita leggerezza, con umorismo e britannica ironia, ironia che ci accompagna lungo tutto il racconto, a partire dal titolo, il cassintegrale: a Napoli, e in Campania in generale, la parola cassa integrazione viene regolarmente sostituita nel linguaggio corrente cioè, come ci suggerisce l’Autore, dalla parola cassa integrale.

Nasce così il “cassintegrale”, il cassintegrato napoletano o campano in genere, categoria alla quale, volente o nolente, l’Autore si pregia (ma c’è poco di che pregiarsi, N.d.A.) appartenere. E un flashback, un percorso a ritroso nel tempo, un percorso obbligato tra i ricordi: il faticoso ingresso nel mondo del lavoro, i suoi primi approcci, le ansie, la prima assunzione, la carriera, i contrasti con i “piani alti”, i colleghi, i momenti belli e quelli meno belli della crisi aziendale, dapprima intuita, poi annunciata, infine conclamata nei fatti; i progetti per costruire una famiglia e le difficoltà per mantenerla intatta.

Non è un saggio sul lavoro


Non è un saggio sul lavoro: non tratta di flessibilità e di occupazione, di precarietà e di legislazione del lavoro, questo no; tratta invece delle patologie che si nascondono nelle crepe della globalizzazione del mercato del lavoro e delle differenti risposte che si danno ad un comune problema: il lavoro! Piuttosto il libro prende in considerazione gli scenari che la precarietà ha creato soprattutto in termini di costi umani.

Personalmente credo che una possibile via da seguire venga idealizzata e metaforicamente tracciata da questo libro, una via che i diversi attori della realtà operativa dovrebbero riscoprire: quella della umanizzazione della questione lavoro. Questo non porterà, alla radicale soluzione del problema, ne sono convinto, ma almeno, e di questo ne ho certezza, attraverso la reale comprensione degli effetti della tanto discussa globalizzazione, si eviterà di prescrivere al malato una terapia che porti maggiori sofferenze della malattia stessa. Una terapia caratterizzata sicuramente dagli sforzi comuni di tutti gli attori in un’unica direzione: la stessa.

Questa speranza è la stessa che deve coinvolgere noi tutti, è la speranza dipinta a tinte forti dall’Autore nell’ultimo capitolo del libro, quello proiettato verso il futuro.

Nel consigliare vivamente l’acquisto e la lettura di questo bel libro, mi permetto, in conclusione, riportare le parole cariche di significato di un filosofo economista ungherese del Novecento: “…Permettere al meccanismo di mercato di essere l’unico elemento direttivo del destino degli esseri umani e del loro ambiente naturale e perfino della quantità e dell’impiego del potere d’acquisto porterebbe alla demolizione della società. La presunta merce “forza-lavoro” non può infatti essere fatta circolare, usata indiscriminatamente e neanche lasciata priva di impiego, senza influire anche sull’individuo umano che risulta essere il portatore di questa merce particolare. Nel disporre della forza-lavoro di un uomo, il sistema disporrebbe tra l’altro dell’entità fisica, psicologica e morale “uomo” che si collega a questa etichetta. Privati della copertura protettiva delle istituzioni culturali, gli esseri umani perirebbero per gli effetti stessi della società, morirebbero come vittime di una grave disorganizzazione sociale, per vizi, perversioni, crimini e denutrizione”. Karl Polanyi, La grande trasformazione, 1944 – Il lavoro non è una merce – Organizzazione internazionale del lavoro, Dichiarazione di Filadelfia, 1944.

Il libro può essere acquistato on line sui siti web: www.ilmiolibro.it e www.lafeltrinelli.it, oppure ordinandolo presso i punti vendita Feltrinelli.