Caserta, “l’impressionante” Piazza Mistica per don Giuseppe Diana Vista da Vicino

CASERTA – Rimarrà in piazza Dante, a Caserta, a due passi dalla Reggia, fino a domenica 23 maggio, l’installazione di Arturo Casanova dedicata a don Giuseppe Diana, il sacerdote casertano ucciso dalla camorra. Quando il prete casertano parlava – dal pulpito della sua parrocchia a Casal di Principe – le persone ascoltavano intimorite, impressionate dal suo coraggio. Come spesso sono impressionate oggi dall’installazione di Casanova, che a prima vista suscita timore. Vista infatti dal centro della piazza centrale di Caserta, l’installazione di Arturo Casanova produce la stessa impressione di grande timore, quasi sconcerto. Eguale alle parole di giustizia di don Diana.

E poi, la piazza a emiciclo di Caserta assomiglia in tutto e per tutto a un anfiteatro greco: in cui ci sono un coro, un personaggio principale, un palcoscenico. Uno spazio perfetto per inscenare uno spettacolo che colpisca l’attenzione e faccia riflettere.

E gli spettatori sono i casertani o i turisti che si recano alla Reggia. L’uomo addormentato nel letto di pietra di tufo, con la coperta dello stesso materiale, è la società casertana, assopita. In testa al letto, come si usa nelle antiche famiglie meridionali, c’è un crocifisso. Quel crocifisso è don Peppe Diana, che con le sue parole seppe suscitare una rivoluzione delle coscienze, spenta con la forza delle armi, ma solo apparentemente.

A destra del letto di pietra di tufo c’è  una parete di ferro arruginito. E’ il simbolo della nostra società difficile e arruginita, in cui è quasi impossibile sapersi districare e alzare la testa. Il ferro arruginito è conciato a mò di rete e tra le varie maglie ci sono ciotole vuote, d’acqua, di cibo.

Sono le maglie della nostra società, insuperabili, quasi sempre, a meno che non ci sia un aiuto provvidenziale di un qualsiasi genere: proprio le ciotole. Nel tutto aleggia una riflessione, scritta su un piccolo foglio accanto alla società dormiente: “Il male cresce dove il bene diminuisce”. Perciò, se ci fermiamo, facciamo vincere l’altra parte.

L’installazione – è la prima volta che si realizza una iniziativa del genere a Caserta – su uno spunto di Gianni Allucci e mio, è stata promossa dal Corso di Comunicazione dell’Issr di Caserta, Agrorinasce, Aido e ScrivEremo, con il supporto tecnico dello studio di architettura Segmento A e il sostegno di Rsi imballaggi, le Librerie Pacifico di Caserta e Napoli, la Pro Loco Caserta e il ristorante Alla Tana del Lupo, con il patrocinio di Diocesi e Comune di Caserta.

La commissione ad Arturo Casanova era per un’opera per la Giornata mondiale delle Comunicazioni Sociali sul tema “Le Parole che uccidono, di Pace, di Giustizia”, che saranno anche il tema conduttore di un libro promosso dall’Aido per l’autunno prossimo.