Alta Velocità, in un appalto da 9,5milioni indagati l’ex sindaco Marino, l’imprenditore Luserta e l’avvocato Iorio

CASERTA – L’ex primo cittadino ed esponente del Pd si sarebbe speso con Rete Ferroviaria italiana per favorire l’imprenditore Giuseppe Antonio Luserta, anch’egli indagato assieme all’avvocato Vincenzo Iorio. A riportare la notizia è il quotidiano “La Repubblica”.

Una cava in difficoltà a Caserta, due milioni di metri cubi di rocce da scavo bloccati dal Genio Civile, e i grandi cantieri dell’Alta Velocità Napoli-Bari in cerca di siti dove conferire le terre di risulta. È in questo scenario che la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere ha aperto un’inchiesta che vede indagato l’ex sindaco di Caserta Carlo Marino, primo cittadino dal 21 giugno 2016 al 23 aprile 2025 ed esponente del Partito democratico, insieme all’imprenditore Giuseppantonio Luserta — titolare di fatto della Luigi Luserta Srl, proprietaria della cava Santa Lucia — e all’avvocato Vincenzo Iorio, ex collaboratore ed ex socio di studio dello stesso Marino.

L’accusa, formulata dal procuratore Pierpaolo Bruni e dai sostituti titolari del fascicolo Giacomo Urbano e Anna Ida Capone, è di corruzione. Secondo i magistrati Marino si sarebbe speso con Rete Ferroviaria Italiana per far ottenere a Luserta un appalto da quasi 9,5 milioni di euro per il conferimento delle Terre e Rocce da Scavo, ricevendo in cambio – personalmente e attraverso sua figlia, non indagata – oltre 200mila euro, parte di una più ampia somma da 530mila euro che, secondo l’accusa, l’imprenditore avrebbe versato all’avvocato Iorio nel ruolo di intermediario. Nei giorni scorsi, su disposizione della Procura sammaritana, i Carabinieri di Caserta hanno eseguito perquisizioni nei confronti dei tre indagati, sequestrando cellulari e altri dispositivi informatici.

L’inchiesta nasce da una segnalazione dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Aversa, che nell’aprile 2025 riferivano alla Procura quanto appreso da Paolo Marzo, ex consigliere comunale di Caserta e fratello di Massimiliano Marzo, ex assessore ai Lavori pubblici dello stesso Comune.

Secondo il decreto di perquisizione e sequestro firmato dai magistrati, l’accordo tra le parti sarebbe stato concluso nella primavera-estate del 2022 nei pressi dello studio dell’avvocato Iorio, alla presenza dello stesso Paolo Marzo. Luserta avrebbe chiesto a Marino di intervenire per sbloccare un’impasse amministrativa: il Genio Civile aveva impedito alla Luigi Luserta Srl di ricevere, come richiesto nel novembre 2021, due milioni di metri cubi di rocce da scavo, in assenza di un progetto autorizzativo specifico.

Marzo, sentito a sommarie informazioni, ha confermato l’ipotesi accusatoria, raccontando di aver assistito personalmente all’accordo tra Marino e Luserta nei pressi dello studio di Iorio, senza che quest’ultimo fosse presente – un dettaglio che per gli inquirenti dimostra come l’avvocato fosse “un semplice intermediario o prestanome” rispetto al reale destinatario delle somme, individuato nel sindaco.

La via d’uscita, sempre secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbe stata trovata proponendo a Rfi l’utilizzo della cava Santa Lucia come sito di destinazione delle Terre e Rocce da Scavo provenienti dai cantieri della nuova tratta ferroviaria Napoli-Bari. In cambio della disponibilità garantita dalla sua carica istituzionale, Marino avrebbe ricevuto da Luserta, tramite l’avvocato Iorio, una serie di incarichi di consulenza che gli stessi magistrati definiscono “fittizie e/o gonfiate e comunque non necessarie”, i cui compensi sarebbero stati in parte restituiti da Iorio a Marino e alla figlia di quest’ultimo.

Senza l’intervento del sindaco, sostiene Marzo, la cava Luserta non avrebbe potuto superare l’assenza delle autorizzazioni regionali che già nel 2020 avevano impedito alla società di essere individuata come sito di conferimento. Per la Procura si tratta di richieste illegittime, perché il Comune non avrebbe alcuna competenza a individuare un sito di cava per il conferimento delle terre e rocce da scavo, trattandosi di una competenza esclusiva della Regione Campania, attraverso l’Ufficio del Genio Civile — circostanza attestata da una nota della dirigente della UOS Miniere, Cave e Torbiere della Giunta regionale datata 2 dicembre 2025.

Il cuore dell’inchiesta è una complessa triangolazione di pagamenti che, secondo gli investigatori, si sarebbe sviluppata tra il maggio 2024 e il 27 ottobre 2025, in concomitanza con gli incassi che la Luigi Luserta Srl riceveva da Rfi per i conferimenti di terre e rocce.

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