MADDALONI (Caserta) – Questa sera alle ore 18 Festa grande presso il Santuario maddalonese del monte dedicato a San Michele celebrare il cinquantesimo anniversario sacerdotale del Rettore don Angelo Delli Paoli. In effetti, la festa prosegue anche domani, alla stessa ora, nella chiesa Cattedrale di Caserta alla presenza del Vescovo mons. Pietro Lagnese che ufficerà la Liturgia Eucaristica con i due festeggiati del 50esimo anniversario ovvero don Angelo Delli Paoli e don Pasquale Lunato.


La Santa messa presso il Santuario di San Michele Arcangelo e Santa Maria del Monte sarà animata dal coro e orchestra del Maestro Antonio Barchetta a cui farà seguito un piccolo concerto, sempre con le stesse maestranze e sotto la direzione del Maestro Antonio Barchetta.


Ne approfitto, sinteticamente, per illustrare la vita di don Angelo Delli Paoli la cui conoscenza è amicizia risale ai primi anni ’90 allorquando ebbi modo prima di frequentarlo come seminarista in parrocchia in occasione di giornate dedicate alle vocazioni e poi per lo studio e la valorizzazione sia del culto micelico che dell’eremo santuario maddalonese.

In relazione a questo argomento nel presente articolo si fa solo qualche cenno essendo un argomento corposo da affrontare a parte.

Angelo Delli Paoli nasce a Marcianise il 20 luglio 1949 da Andrea (nato il 4 aprile 1908) e da Anna Balbini (nata il 26 novembre 1910). Viene battezzato il 4 agosto 1949 nella chiesa San Simeone Profeta di Marcianise, sua parrocchia di appartenenza e, sempre qui, il giorno 8 maggio 1957 fa la prima Comunione, sempre con il suo parroco mons. Giuseppe Affinito.


Di famiglia religiosa frequenta le scuole elementari cittadine e la prima classe della scuola media presso la sede di via Giovan Battesti Novelli.

Nel mentre, dopo un episodio che confida in una delle sue pubblicazioni, e che riprenderò in un successivo articolo sulla sua storia sacerdotale, inizia a sentire la Chiamata e dunque la Vocazione lo porta nel Seminario Vescovile di Caserta per il secondo e terzo anno delle scuole medie interne. Va detto che è legato al momento vocazionale la figura di don Mimì Vozza che Angelo incontra in chiesa il giorno in cui sente la chiamata e da questi, sacerdote nato in quella comunità e che la frequenta quando ha tempo e soprattutto nel periodo estivo, dissuaso dall’iniziale idea di diventare missionario, si lascia consigliare sull’ingresso in Seminario a Caserta. In quegli anni e a seguire il cammino e il confronto vocazionale è forte del supporto reciproco di altri due sacerdoti della stessa comunità ovvero don Giovanni Gionti e don Saverio Russo.
Va detto che appena arrivato in Seminario, nel 1961, subito il 3 dicembre 1961, nella Capella del Seminario di Caserta, con il Vescovo mons. Bartolomeo Mangino, alla presenza del Rettore mons. Gennaro Di Maio Rettore, fa la Cresima. Nella stessa cappella fa anche la Vestizione il 7 dicembre 1961. Alla presenza sempre di Mons Di Maio a cui sul finire della primavera si era rivolto Angelo dicendo di voler entrare in Seminario ma di non potersi permettere la quota. Di Maio lo invitò a pregare nella Cappella dell’Addolorata e che lui avrebbe visto cosa era possibile fare. Così accadde che il sacerdote tornò dando l’ok avendo trovato un benefattore. Secondo don Angelo potrebbe essere stata la Superiora delle Suore di Santa Giovanna Antida, lì nei pressi con la sede e convento, dove lo stesso don Angelo dal 2001 al 2016 sarà poi cappellano.
Intanto, fatto l’esame di licenza media presso una sede esterna a quella della frequenza del Seminario di Caserta il giovane Angelo frequenta il Ginnasio per un anno presso il Seminario di Cerreto Sannita e il quinto anno di Ginnasio presso il Seminario di Capua.
Dal primo al terzo liceo sarà Benevento dove incontra il maddalonese don Salvatore Izzo, che insegna le lettere classiche. Tra i due si sviluppa una certa sintonia e nel 1976, il giorno dei funerali a Maddaloni sarà don Angelo, da poco sacerdote, ad avere l’incarico dal Vescovo mons. Vito Roberti di tenere l’omelia sul sacerdote Izzo appena morto prematuramente.
A seguire, avendo conseguito brillantemente la licenza liceale, il Vescovo Roberti lo volle destinare alla formazione a Roma. Essendo mons. Roberti anche Vescovo di Alife Caiazzo, a Roma, con Angelo Delli Paoli mandò anche Alfonso Caso, oggi monsignore e vicario della Diocesi di origine. Alloggerà presso il Seminario Maggiore di San Giovanni in Laterano e presso la medesima Facoltà pontificia (dal 1968 al 1973) conseguirà il titolo di Baccelliere in Filosofia e Teologia alla Pontificia Università Lateranense, e a seguire, la specializzandosi in Teologia spirituale presso la Pontificia Facoltà “Teresianum” (dal 1973 al 1975).
In questo periodo ricopre l’incarico anche di parroco nella parrocchia di San Giovanni Evangelista in Castel Airola in Marcianise (dal 1975 al 1981) in concomitanza alla sua permanenza quale assistente in Seminario.
In Diocesi è ordinato diacono il 7 dicembre 1973 e sabato 22 dicembre 1973 è sacerdote per le mani di Mons. Vito Roberti insieme a don Pasquale Lunato e a don Nicola Di Benedetto morto una quindicina di anni fa.

La prima messa la celebrerà domenica 23 dicembre 1973 presso la sua parrocchia di San Simeone Profeta a Marcianise alla presenza del suo parroco don Luigi Nero e ai superiori giunti dal Seminario Maggiore di Roma e altri. Giunsero, in particolare il Vicerettore don Roberto Deodorico e il Rettore mons. Eutizio Fanano.
A seguito dell’ordinazione sacerdotale, per un periodo, dal 1973 al 1975, don Angelo era sia Assistente presso il Seminario vescovile di Caserta di cui era nel mentre rettore don Giovanni Gionti, sia studente della “Teresianum” come già accennato per la specializzazione in Spiritualità, presso la Facoltà retta dai Padri Carmelitani.
In quel periodo, del Seminario Vescovile di Caserta era Vicerettore don Gaetano Iaderosa, Padre Spirituale don Antonio Aragosa. Con lui don Pasquale Lunato era assistente dei piccoli della scuola media, mentre don Angelo era assistente dei grandi del ginnasio e del liceo.

Dopo il 1975 e fino al 1981, don Angelo resta presso il Seminario di Caserta con diversi incarichi fino a diventare a prorettore.
Dal 29 novembre 1981 inizia l’esperienza pastorale e parrocchiale presso la comunità di Santa Margherita Vergine e Martire di Maddaloni che dura fino al 2001.
Dal 2001 sarà nuovamente presso il Seminario di Caserta come Rettore fino al 2006/2007. Si consideri che nei periodi di vacatio dal seminario, spesso e per diversi periodi, ha assolto all’incarico di padre Spirituale dei Seminaristi casertani.

Tornando alla sua storia di vita, va detto che dal 2007 non avendo né la parrocchia né la guida del Seminario si dedica a tempo pieno al suo incarico di Rettore del Santuario maddalonese di San Michele Arcangelo e Santa Maria del Monte. Esperienza iniziata di fatto dal 10 ottobre del 1993 ma ratificata con decreto di Rettore dal 4 aprile 1994.




Questo incarico lo esercita tutt’ora, inizialmente collaborando con il parroco di San Benedetto Abate di Maddaloni, nel cui territorio insiste il Santuario, al tempo don Stefano Tagliafierro, ed oggi lui stesso in quanto parroco di San Benedetto dal 2017 di fatto e come amministratore parrochiale dal 26 gennaio 2018. Tra le altre cose, attualmente dirige anche l’annessa Casa di preghiera e di spiritualità “Redemptoris Mater” del Santuario maddalonese in Villa Quarto a Maddaloni eretta dal Vescovo Nogaro il 9 marzo 2009.
In questo arco temporale riceve un altro incarico di cura pastorale; infatti, dal 2007 al 2011 è parroco della chiesa di Garzano, ovvero della parrocchia di San Pietro.
Nel mentre, pur esercitando l’incarico affidatogli a voce dal 2012, dal 2013 con nomina del Vescovo di Caserta mons. Pietro Farina diventa esorcista della diocesi dal 13 maggio 2013. Incarico che gli richiede un intenso lavoro di pastorale.
Attualmente, come accennato è dal 2017 anche parroco di San Benedetto Abate di Maddaloni.
Don Angelo da subito dopo il sacerdozio è stato docente, dal 1974 al 1975, delle scuole medie a San Nicola La Strada e a Caserta presso la Reggia. A seguire insegnerà presso il Liceo Scientifico di Caserta “Diaz” dal 1975 al 1990 e poi presso l’Industriale a Caserta, dopo qualche anno all’Istituto Magistrale “don Gnocchi” a Maddaloni e poi di nuovo all’Industriale a Caserta, dove conseguirà il pensionamento nell’anno scolastico 1996/1997.
Contemporaneamente sarà docente di Teologia spirituale e di Cristologia e Mariologia presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Caserta, fin dalla sua nascita per un ventennio circa.
La sua vocazione missionaria non è tramontata nel tempo e infatti è stato in Africa, in Tanzania (con giovani per conoscere veniva evangelizzato il Paese), è stato quattro volte in Terra Santa, in America (con i suoi compagni di seminario, invitati da uno di loro e a cui intervenne tutta la classe dei tempi di Roma), in Polonia (con i compagni di seminario, incontrando e avendo rapporti con il futuro Santo papa), tutti questi viaggi di viaggi di formazione spirituale e promossi dal Seminario Maggiore Romano anche fino a un ventennio fa. Con lo stesso gruppo di ex seminaristi romani è stato, anche nei decenni recenti, in Germania, in Inghilterra (nel 2000 per un mese anche per imparare la lingua), e ancora in Spagna e così via.
A queste esperienze si aggiungono le due visite in Bolivia attraverso la conoscenza di un missionario dalla sua parrocchia che lì evangelizzava.
Nell’ambito della sua azione evangelizzatrice tra i giovani nell’anno santo del 1975 ha accompagnato a piedi a Roma un gruppo di giovani, esperienza vissuta anche nel 2000 (da questa esperienza è nata la vocazione di don Michele della Ventura) e che si prepara a rivivere nel 2025.

Tra le iniziali attività del neo-sacerdote don Angelo c’è anche il suo coinvolgimento nella erigenda chiesa parrocchia in onore di S. Augusto avviata il 13 gennaio 1974 con la celebrazione da parte dell’arcivescovo mons. Vito Roberti della prima Messa sul suolo dell’ex caserma “Andolfato”, destinato alle opere parrocchiali “S. Augusto”. Ebbene, qui dal febbraio 1974 al marzo 1975 fu incaricato di celebrarvi don Angelo Delli Paoli su incarico dell’Arcivescovo mentre l’organizzazione è affidata al canonico don Domenico Toscano.
Don Angelo ha ricoperto nel tempo anche altri incarichi.
Nell’annuario diocesano del 1985 lo troviamo membro eletto del consiglio presbiteriale (1984-1989).
Sarà responsabile dell’anno mariano 1987/1988; responsabile del Giubileo del 2000;
Nell’annuario del 2006 lo troviamo componente del consiglio presbiterale e nel Collegio dei Consultori.
Interessante è anche la sua produzione editoriale, oltre alla rivista Sali sul Monte nata per la promozione del culto micaelico e l’informazione dell’attività del santuario maddalonese.
Ecco l’elenco delle pubblicazioni di don Angelo:
Inni alla Madonna del Monte S. Michele : anno 1987-1993, Scuola tipo-litografica Istituto Anselmi, Marigliano, 1993;

Sulle orme degli apostoli Pietro e Paolo : diario di un pellegrinaggio a piedi sull’Appia : Caserta, Capua, Roma : anno santo 1975, Scuola tipo-litografica Istituto Anselmi, Marigliano, 1995;

Giacomo Gaglione : la sofferenza vinta dall’amore! : servo di Dio della diocesi di Caserta: nel centenario della nascita, 1896-1996, L.E.R., Napoli, 1996;

A Maria ‘Jobel’ di Dio : verso il giubileo del duemila, Santuario di S. Michele e di S. Maria del monte, Maddaloni 1998;

Santuario di S. Michele e S. Maria del Monte – Programma festa dell’Apparizione di San Michele a Maddaloni (CE), 8 maggio 2004 Santuario di S. Michele e di S. Maria del monte, Maddaloni, 2004;
Canto la mia terra, Saletta dell’Uva, 2009;

Grazie Padre Vescovo: a Raffaele Nogaro con riconoscenza immensa, Depigraf, Caserta 2009;

Sono felice di essere prete : testimonianza di un prete diocesano, Saletta dell’Uva, Caserta 2010;

Ho il Papa nel cuore : testimonianza : pellegrinaggio a piedi a Roma dei giovani della Chiesa di Caserta nel decennale del grande Giubileo del 2000, Saletta dell’Uva, Caserta 2010;

La Madonna del Monte San Michele, Saletta dell’Uva, Caserta 2011;

Ciao, Garzano, Saletta dell’Uva, Caserta 2012;

Santuario San Michele Arcangelo in Maddaloni : storia, fede, arte, tradizione e folclore, Depigraf, Caserta 2014.

Tra le tante testimonianze su don Angelo ospito il pensiero di uno dei suoi amici e collaboratori, Carlo Scalera: “Conobbi don Angelo negli anni 80, lui parroco di Santa Margherita e rettore della chiesa della Madonna del Carmine ed io un fedele della sua parrocchia. I miei figli furono coinvolti dalle tantissime iniziative che don Angelo portava avanti in quel rione periferico e abbandonato, tanto da essere coinvolto anche io fino a far parte del consiglio pastorale. Era una chiesa povera tra i poveri, ma la più attiva e presente sul territorio.

Tantissime le iniziative di allora dai “fiori dei formali” alle tantissime iniziative teatrali, con balli, canti e preghiere.
Insieme ci impegnammo a rivalutare il Santuario di San Michele. Una delle prime cose che facemmo fu quella di liberare la chiesa del Santuario dalle tantissime antenne abusive che erano state poste nel tempo. Con tanti sacrifici riuscimmo a dare un ordine e legalizzare quella selva di antenne.
Contemporaneamente fummo informati che la politica di allora voleva stravolgere il Santuario per dare più agibilità al mostro cementir di scavare e spostare il santuario più a monte.
Da lì nacque l’idea, per fermare tale disastro, di raccogliere fondi per la costruzione di un’immagine della Madonna per poi posizionarla nelle vicinanze del santuario.
La Madonna fu anche benedetta dal Papa Wojtyla e poi posta dopo varie vicissitudini sul Santuario.
Intanto con altri fedeli acquistammo Villa Quarto prima che diventasse opera del demonio. Intanto il santuario cresceva fino a diventare un vero luogo di preghiera e di misericordia.
Per un trentennio fui stretto collaboratore di don Angelo e del Santuario, per poi allontanarmi e fare posto ad altri.
Nel suo cinquantesimo anno di sacerdozio di don Angelo un ricordo va ai tantissimi che hanno contribuito all’opera benedetta del sacerdote, che sì è sempre sacrificato senza mai risparmiarsi”.

Per don Angelo vivere per Cristo è tutto, e il sacerdozio lo ha scoperto sempre di più e lo reputa il più grande dono che Dio ha dato agli uomini, perché attraverso io sacerdozio la Chiesa si forma, si educa, si eleva, si santifica. L’amore al sacerdozio è accresciuto sempre di più negli anni e, infatti, si sente felice di essere prete che per lui è una meraviglia di Dio nelle sue mani e il suo essere. Vuole bene alla diocesi di Caserta perché è in essa che il Signore lo ha fatto nascere e diventare sacerdote.
Con questo spirito don Angelo celebrerà nelle prossime ore il primo dei due momenti celebrativi del suo cinquantesimo anniversario di sacerdozio.
