CASAPESENNA (Caserta) – Oltre 150 finanzieri del Gico
stanno eseguendo 33 perquisizioni a Casapesenna, Casal di Principe,
San Cipriano di Aversa, a Bologna e a Sanremo. La Guardia di finanza
sta cercando documenti, denaro, conti correnti riconducibili al boss
della camorra Michele Zagaria arrestato della Squadra mobile di
Caserta due giorni fa. Le 33 perquisizioni riguardano abitazioni di
camorristi, fiancheggiatori e aziende.
L’operazione della Guardia di finanza e’ coordinata dai pm della Direzione distrettuale antimafia di Napoli.
Dopo l’arresto di Zagaria e’ scattato l’attacco dello Stato ai
patrimoni della potente cosca di Casal di Principe. Le perquisizioni
stanno avvenendo nelle abitazioni, non solo di camorristi ma anche di
insospettabili e all’interno di aziende che potrebbero essere
riconducibili al clan. Sono in corso le perquisizioni, tra gli altri
nell’abitazione del padre e dei fratelli di Michele Zagaria. Le Fiamme
gialle si trovano attualmente in casa del genitore del boss, Nicola
Zagaria, e dei fratelli Antonio, Carmine, Pasquale, Beatrice e
Gesualda.
Paura dei cronisti
Tensioni tra i famigliari del camorrista arrestato due
giorni fa dagli agenti della Squadra mobile di Caserta e alcuni
cronisti. Una cassaforte, gioielli e denaro
contante sono stati sequestrati dagli uomini del Gico di Napoli
nell’abitazione del padre del boss Michele Zagaria in via Don
Salvatore Vitale a Casapesenna.
Dalle prime ore di stamattina 125 finanzieri del Comando
provinciale di Napoli, coordinati dalla Direzione distrettuale
antimafia del capoluogo partenopeo, stanno eseguendo 33
perquisizioni nei confronti di parenti e persone vicine a
Zagaria e di presunti fiancheggiatori e affiliati al clan dei
Casalesi a Casapesenna, in via Petrillo e nelle zone limitrofe
al tempio Mariano di San Cipriano d’Aversa, a Casal di
Principe, Trentola Ducenta, Bologna e Sanremo.
“Le perquisizioni – spiegano le Fiamme gialle – sono
finalizzate al sequestro di documentazione contabile ed
extracontabile nonche’ di supporti informatici utili a
ricostruire l’assetto dell’impero economico’ gestito
dall’ormai ex ’primula rossa’ della camorra e dalla sua famiglia”.
