SAN FELICE A CANCELLO (Caserta) – Da avvocato difensore a testimone. L’avvocato Luigi Senese, prima difensore di un imputato accusato di omicidio commesso a San Felice a Cancello nel 2007, nel Casertano, e condannato, insieme al suo presunto complice, a 30 anni di carcere in primo grado, e’ diventato testimone per aver raccolto quest’estate a Ischia, mentre si trovava in vacanza, una confidenza del fratello della vittima che gli avrebbe rivelato che l’unico testimone della tragedia, un bambino di 10 anni appena, figlio della vittima, avrebbe mentito.
Lo ha dichiarato lui stesso durante l’udienza di questa mattina presso la corte di Appello di Napoli. L’omicidio in questione e’ quello Maurizio Migliore, 40 anni, dipendente di una ditta di luminarie che si era aggiudicato l’appalto per le lampade votive nel cimitero di San Felice in occasione della commemorazione dei defunti. Fu ferito, con colpi d’arma da fuoco, sotto gli occhi del figlio e di un altro operaio, morendo dopo due settimane di agonia in ospedale.
L’omicidio fu compiuto in una piccola stanza, adibita a ufficio, dove l’imprenditore stava controllando la documentazione relativa alle lampade votive. Secondo le indagini eseguite dai carabinieri della locale stazione, all’epoca dei fatti, i due killer erano, senza dubbio, Gennaro Bernando, difeso dagli avvocati Senese e Claudio Davido, e Orlando Della Morte, difeso dal legale Vittorio Giaquinto. Erano stati riconosciuti dal figlio della vittima che in un primo momento disse ai militari di non aver visto in volto i due uomini che avevano ferito il padre, ma, dopo un mese, spiego’ che ad impugnare la pistola
erano stati Bernardo e Della Morte.
Per la difesa fu una testimonianza che raccoglieva, in realta’, le dicerie del paese. Era solo un’ipotesi, ma in primo grado i giudici credettero alle parole del bimbo. L’incontro di questa estate ad Ischia tra il fratello dell’imprenditore, Fulvio Migliore, e l’avvocato Senese, ha riportato al punto d’inizio l’intera vicenda. L’avvocato Luigi Senese, infatti, ha dichiarato ai giudici della corte di Appello di aver raccolto la confidenza dell’uomo che gli aveva spiegato che il bambino, in realta’, non aveva visto nulla e non poteva riconoscere gli assassini. Da domani, dunque, il legale sara’ un testimone a tutti gli effetti.
