Caserta, truffa ai danni dei cittadini al Cimitero. Coinvolti dirigenti, imprenditori e dipendenti

CASERTA – Ennesimo scandalo a portata nazionale che riguarda la nostra città, el nostre terre. L’enensimo del quale ne avremmo fatto volentieri a meno.

Ieri mattina i carabinieri della stazione di Caserta hanno notificato un avviso di conclusione delle indagini preliminari e contestuale informazione di garanzia emesso dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere a carico di 18 persone colpevoli a vario titolo dei reati di truffa aggravata in concorso, concorso in falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, concorso in invasione di terreni o edifici, concorso in abuso d’ufficio, sostituzione di persona e falsità in scrittura privata, ricettazione in concorso, concorso in falsità materiale commessa dal privato, calunnia, falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico.
Lo scorso 31 maggio, per gli stessi il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere aveva emesso un’ordinanza di custodia cautelare ai danni del geometra del Comune della città capoluogo, Michele Ferraro. Ordinanza mai notificata visto che il dipendente  era deceduto due giorni prima.

 

La storia

 

Furono due querele presentate presso i Carabinieri di Caserta a far avviare le indagini due anni orsono.  In esse i soggetti denunciavano il fatto di aver di aver acquistato un suolo nel cimitero sul quale erigere una cappella gentilizia. Ben presto, però, si accorsero che sullo stesso suolo veniva eretta un altra cappella  a nome di altre persone. In pratica, lo stesso lotto era stato venduto contemporanemanete a due diversi proprietari. Anche se, apre, che addirittura, in alcuni casi si siano raggiunti numeri ben più alti. 

Allora, pronte, sono scattate le indagini delle forze dell’ordine. Da qui è emerso un sistema di truffe e falsi, del quale facevano parte dirigenti e dipendenti del comune di Caserta ed imprenditori edili del capoluogo, i quali, hanno posto in essere due piste criminose. Da una parte formavano falsa documentazione amministrativa per concedere suoli cimiteriali a persone amiche che non ne avevano diritto. Dall’altra formavano falsa documentazione amministrativa per truffare vari soggetti i quali sborsavano ingenti somme di denaro  ottenendo la determina di assegnazione di un suolo cimiteriale o la cessione di una cappella già in costruzione per poi scoprire che in realtà tali suoli o cappelle erano di altre persone.

Tante le vittime. Per adesso le accertate sono 54 ed il volume d’affari ammonta a circa a 2 milioni di euro.

Del caso se ne è occupato anche il Tg1 in un servizio nell’edizione delle 20,00 con l’inviato Marco Bariletti intervistare  Rosa Vinciguerra, una delle truffate. Che racconta fin dalle prime parole di come sua madre aveva subito versato 15mila euro per avere il permesso di costruire, con la promessa di una soluzione in 3 mesi, diventati invano 36. 

Il servizio si è chiuso con le  lacrime della signora Vinciguerra, che nonostante i 29 mila eruo versati non è riuscita a far costruire la cappella di famiglia.

Una brutta storia decisamente. Una storia sulla quale non si snono, per, ancora spenti i riflettori. I provvedimenti di queste ore, forse sono solo i primi passi di