Casal di Principe, arrestato Mario Caterino: A Botta. L’ultimo uomo forte di Sandokan

CASAL DI PRINCIPE (Caserta) – Dimagrito, invecchiato, barba incolta e con gli occhiali da vista. E’ cosi’ ora Mario Caterino, detto ’a’ botta’, 54 anni a giungo, inserito nell’elenco dei 30 latitanti piu’ pericolosi d’Italia, ricercato dal 2005, anno in cui si rese irreperibile poco prima della sentenza del processo Spartacus I.

Si e’ lasciato ammanettare senza opporre resistenza dalle forze dell’ordine che avevano circondato l’abitazione in cui, pare, si dovesse incontrare con dei familiari. Con lui e’ stato arrestato anche Mario Della Corte, incensurato, accusato di favoreggiamento aggravato.

L’abitazione in cui si trovava era a pochi passi dalla sede della Squadra mobile di Casal di Principe. Caterino si trovava nella casa di Della Corte da cinque giorni. Era stato condannato in primo grado all’ergastolo per l’omicidio del boss Vincenzo De Falco. Nel 2010 la condanna e’ divenuta definitiva con una sentenza della Corte di Cassazione.  Per il quadruplice omicidio Orsi-Pagano-Mennillo-Gagliardi in Appello era stato assolto dall’agguato ai danni dei cutoliani.

Era il secondo latitante piu’ ricercato del clan dei Casalesi, dopo la ’primula rossa’ Michele Zagaria. ’Prima o poi doveva succedere’: queste le prime parole pronunciate da Mario Caterino agli agenti della squadra mobile di Caserta quando si e’ reso conto che il suo nascondiglio era stato scoperto. Quando i poliziotti sono arrivati, il latitante stava passeggiando nel cortile dell’abitazione dove, presumibilmente, si era stabilito da pochi giorni.

Gli inquirenti ritengono che il rifugio di via Toscanini potesse essere un punto d’appoggio temporaneo. Nel corso della perquisizione non sono state trovati ne’ armi ne’ documenti. Il proprietario, Crescenzo Della Corte, muratore incensurato di 43 anni, e’ stato arrestato.