AVERSA (Caserta) – Gli agenti del provveditorato regionale all’amministrazione penitenziaria di Napoli hanno eseguito un’ordinanza con la quale il gip del tribunale di
Santa Maria Capua Vetere ha applicato la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di due agenti della polizia penitenziaria, Salvatore Petrarca, 36 anni, e Ciro Turco, 45 anni, per i reati di violenza e concussione sessuale, mediante abuso di potere, nell’ospedale psichiatrico di Aversa “Filippo Saporito” ai danni di un internato.
Gli abusi sarebbero stati compiuti nel 2008 e sono venuti a galla grazie al racconto della vittima, un transessuale internato nell’opg, a una psichiatra in servizio all’istituto. L’attendibilita’ del transessuale e’ stata confermata da una perizia psichiatrica che ha certificato la piena capacita’ di intendere e di volere del narratore. La vittima e’ stata poi ascoltata, in sede di incidente probatorio, alla presenza del giudice per le indagini preliminari.
Nel contraddittorio delle parti ha ricostruito – in maniera lucida, stando al gip – circa sei episodi nel corso dei quali i due indagati, in maniera separata, l’avevano pressata richiedendo rapporti sessuali orali, ottenuti, infine, senza nemmeno utilizzare forza, ma in ragione della posizione di autorita’ rivestita dagli agenti e approfittando – stando
all’accusa della procura – dello stato di soggezione della vittima. Uno degli abusi si sarebbe verificato durante una perquisizione nella cella del transessuale.
La vittima ha raccontato di essere stata indotta ad accettare le richieste di prestazioni sessuali sia dal timore di ritorsioni sia dalla speranza di ottenere, ingraziandosi i due poliziotti addetti alla vigilanza, un trattamento migliore nell’opg di Aversa descritto da lui come “l’inferno”.
