
CASAL DI PRINCIPE (Caserta) – Un panettone natalizio avrebbe tradito il boss della camorra casalese Antonio Iovine, arrestato oggi pomeriggio intorno alle ore 15,30 dalla polizia a Casal di Principe.
Intercettato l’ospite del Ninno
Da una conversazione intercettata ieri su ordine degli inquirenti della Direzione distrettuale antimafia di Napoli coordinata dal procuratore Giovandomenico Lepore e dal procuratore aggiunto Federico Cafiero de Raho il muratore Marco Borraca, arrestato oggi per favoreggiamento sosteneva l’impellenza di acquistare un panettone.
Gli investigatori su questa richiesta definita “strana”, in un periodo ancora lontano dalle feste natalizie si sono insospettiti. Alcuni possibili punti di appoggio di Iovine sono stati tenuti d’occhio e oggi quando si e’ avuta la certezza che Iovine si trovasse
in casa Borraca hanno compiuto il blitz.
In procura hanno spiegato che la famiglia Borraca, il muratore, la moglie e la figlia si occupavano logisticamente della latitanza di Antonio Iovine. Il boss si recava a pranzo a casa Borraca ma poi andava via e dormiva altrove. La famiglia del muratore si occupava di fare la spesa e di fargli il bucato. Secondo gli inquirenti Iovine si recava al quarto vicolo Cavour a casa del muratore da 6-7 mesi.
Quando la polizia ha fatto irruzione nell’abitazione protetta da un impianto di videosorveglianza, Iovine aveva appena finito di pranzare e stava chiacchierando con un’altra persona, incensurata, la cui posizione adesso e’ al vaglio degli inquirenti. Ha provato a fuggire, cercando di raggiungere attraverso una scala a chiocciola i tetti ma, il tentativo non e’ andato a buon fine perche’ e’ stato bloccato dagli investigatori. Si e’ lasciato amannettare e condurre all’esterno del suo rifugio.
Durante il tragitto da Casal di Principe fino alla Questura di Napoli e poi durante il trasferimento nel carcere di Poggioreale, come sottolineato in Procura nel corso della conferenza stampa, Iovine ha mantenuto sempre un comportamento corretto con poliziotti e pm.
Raramente si spostava da Casal di Principe
Raramente Antonio Iovine si spostava da Casal di Principe, il suo quartiere generale, da li’
dirigeva il clan e comandava da 15 anni. Al massimo si spostava fino alla vicina San Cipriano d’Aversa, altro luogo simbolo della camorra casalese. Gli inquirenti hanno ricostruito alcuni suoi spostamenti. Per curare gli affari della cosca Iovine si sarebbe recato in passato a Roma, in Toscana e in Emilia ma anche in Francia.
Quando e’ stato arrestato il boss non aveva documenti indosso. “Tutto sommato la carta d’identita’ non gli serviva, che cosa avrebbe mai potuto farne?”, ha detto ironicamente un poliziotto, ancora raggiante per il duro colpo inferto alla camorra casalese.
