CASERTA – Erano a Parigi o a Madrid alla guida di pullman di ditte private che si occupano di gite scolastiche pure risultando regolarmente al lavoro alla ACMS, azienda consortile pubblici di trasporti casertani, da tempo sull’orlo del fallimento con un debito di oltre 100 milioni di euro: lo facevano grazie a colleghi che timbravano per loro il cartellino ed alla complicita’ di dirigenti.
In altri casi, guidavano autobus di ditte concorrenti, ’coprendo’ le assenze ingiustificate dal servizio sia con certificati di malattia redatti da medici compiacenti e sia mediante l’utilizzo illecito di permessi sindacali. Sarebbero questi alcuni dei sistemi truffaldini adottati da almeno un centinaio di dipendenti ai danni dell’azienda trasporti casertani, scoperti dalla Polizia Stradale di Caserta.
E’ quanto emerso a conclusione di indagini coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, Donato Ceglie e conclusa con 7 arresti ai domiciliari, 38 denunce per reati che vanno dall’associazione per delinquere finalizzata alla truffa mediante la falsificazione di cartellini marcatempo, al peculato, dall’illecita concorrenza per aver favorito altre ditte del trasporto privato operanti sul territorio al sabotaggio di automezzi di servizio, al furto continuato di carburante e alla turbativa d’asta.
La Polstrada ha anche eseguito 9 sequestri preventivi di beni di altrettante aziende private coinvolte nelle indagini. ’Dirigenti e dipendenti infedeli, hanno, cosi’ gestito – sottolineano il procuratore della Repubblica di S. Maria capua Vetere, Corrado Lembo ed il sostituto Ceglie – le circa 500 unita’ lavorative e fatto uso, tra l’altro, di circa 100 mezzi aziendali al fine di arricchirsi e per far arricchire le aziende private le quali, per anni, hanno adottato un’articolata, strumentale concorrenza sleale’.
Attraverso filmati negli uffici e nei depositi dell’Acms, pedinamenti e intercettazioni telefoniche gli investigatori hanno, altresi’, scoperto che decine di dipendenti erano alla
guida di autobus privati sulle stesse linee servite dall’azienda di trasporto pubblico annullando, di fatto, il servizio e consegnandolo dolosamente alle imprese private.
E’ stata anche accertata la divulgazione di notizie riservate sull’organizzazione dei servizi e sulle linee coperte dai collegamenti pubblici, in modo tale che gli autobus privati potessero precedere sistematicamente i mezzi dell’Acms sugli stessi percorsi stradali sottraendo viaggiatori in attesa alle fermate.
Numerosi dipendenti sono ritenuti responsabili di sistematici danneggiamenti anche gravi di pullman, soprattutto nelle ore serali per costringere l’azienda ad utilizzare il giorno successivo bus privati ed assicurare cosi’ il servizio pubblico. Contestato anche il continuo utilizzo di Telepass aziendali, usati per transiti in autostrada con mezzi privati e che non avevano nulla a che fare con l’attività dell’Acms.
