MADDALONI (Caserta) – I militari del Nucleo Operativo di Maddaloni nel corso della scorsa notte, hanno tratto in arresto Antonio Santonicola, cl. 1992, di Giugliano in Campania, con l’accusa di rapina a mano armata. Il giovane, il 2 febbraio 2010 assieme ad un complice, aveva rapinato l’istituto bancario Banco di Napoli di Arienzo, armato di un taglierino. Il bottino non era stato granché, poichè i due rapinatori erano riusciti a portare via poco più di 200 euro e 100 dollari; tuttavia il danno si prestava potenzialmente ad aumentare nel tempo poiché avevano preso anche 46 blocchetti di assegni.
Un primo rapinatore a volto parzialmente coperto con un cappellino e armato di taglierino, era entrato in banca e, scavalcato il bancone, aveva intimato ai dipendenti di dargli i il denaro, poi ne era entrato un secondo con il volto travisato da una calza. I due avevano chiesto di aprire la cassaforte e il bancomat, ma gli impiegati spiegarono loro che erano apparecchi temporizzati, pertanto non potevano essere aperti se non fosse trascorso del tempo; così i due rapinatori si erano accontentati di arraffare ciò che si trovava nella cassa a portata di mano, dopodiché erano fuggiti via facendosi scudo con uno dei dipendenti. Ma prima di andare via, gli strani rapinatori si sono soffermati, curiosamente, a stringere la mano al cassiere per salutare lui e i presenti prima di andarsene: in fondo, un po’ di educazione non guasta mai.
La segnalazione dei testimoni, fatta alle forze dell’ordine al momento della rapina era stata alquanto generica e sommaria, sia dell’aspetto fisico e dell’abbigliamento, che il mezzo di fuga utilizzato da questi ultimi, pertanto le ricerche svolte nell’immediatezza dei fatti avevano dato esito negativo e non restava altro da fare che un sopralluogo sulla scena del crimine. I Carabinieri del Nucleo Operativo hanno dapprima esaminato i filmati delle telecamere a circuito chiuso e poi repertato alcune impronte lasciati dai rapinatori. Le impronte repertate, inserite nell’archivio delle forze di polizia, non hanno però fornito alcun riscontro, poiché evidentemente trattasi di persone non ancora censite dalle forze dell’ordine. A distanza di qualche mese, però, sono finalmente giunti dei risultati, poiché il giovane Santonicola è stato sottoposto a procedure d’identificazione per altri motivi, cosicché l’archivio elettronico ha fornito un riscontro positivo di corrispondenza tra le impronte digitali del ragazzo e quelle repertate durante il sopralluogo sulla scena del reato.
A questo punto i militari, per individuare e arrestare il giovane, hanno eseguito alcuni sopralluoghi nei pressi della sua abitazione a Giugliano in Campania ma si è posto un nuovo problema: il ragazzo ha un gemello, quindi sarebbe stato necessario trovare e fermare contemporaneamente entrambi i fratelli: se ne fosse stato bloccato solo uno – quello sbagliato – l’altro avrebbe avuto tutto il tempo di rendersi irreperibile e far perdere le proprie tracce, fino a che i Carabinieri non si fossero accorti dell’eventuale errore di persona attraverso le sue impronte digitali.
Fortunatamente l’attività si è conclusa per il meglio, infatti i militari dell’Arma all’alba, hanno circondato l’abitazione e fatto irruzione all’interno, individuando contemporaneamente entrambi i fratelli ed escludendo quello estraneo ai fatti. Il giovane Santonicola, 17enne all’epoca della rapina e ora divenuto maggiorenne, al termine degli adempimenti di rito è stato tradotto presso l’Istituto Penitenziario Minorile di Airola, a disposizione dei magistrati. Ora le forze dell’ordine sono sulle tracce del complice.
