Caserta, minori usati per accattonaggio a Casagiove: arrestati 2 rumeni

CASAGIOVE (Caserta) – Minori usati da due nomadi, per l’attività di accattonaggio, scoperti dai carabinieri che hanno messo fine allo sfruttamento.

Nella mattinata di ieri, i militari della stazione di Casagiove, traevano in arresto, in flagranza dei reati di maltrattamenti in famiglia ed accattonaggio, con l’utilizzo di minori. Zaplan Viorel,nomade rumeno, 30 anni, pregiudicato; Costache Ion, nomade rumeno, 19 anni, pregiudicato. I due avevano posto in essere una redditizia attività di accattonaggio, utilizzando bambini, all’altezza dell’incrocio semaforico del casello autostradale di Caserta nord.

Per tale attività, venivano utilizzati tre minori, una bimba di 13 anni ed un bimbo di 11, figli del Costache ed una terza bambina, di 9 anni, sorella dello Zaplan.

L’attività di monitoraggio ed osservazione dei militari, dimostrava come, da circa due mesi, i due rumeni, alternandosi tra loro, a dispetto di ogni controindicazione morale e sanitaria, si alternavano all’incrocio per tenere d’occhio i piccoli. Facendo leva sul senso d’umanità degli automobilisti, costringevano i minori a chiedere l’elemosina, lavando i vetri ed i fari delle auto di passaggio.

Entrambi gli uomini, a turno, sorvegliavano l’incrocio di Caserta Nord, stazionando sul marciapiede presente sul versante opposto, in prossimità di una struttura ricettiva dismessa, denominata “Hotel Huston” (attualmente occupato saltuariamente da tossicodipendenti; nomadi e persone senza fissa dimora).

I due se ne stavano accomodati su una sedia occultata dietro un cespuglio, nei pressi di un telefono pubblico, ma orientata in modo da garantire una completa visuale della strada, tenendo costantemente d’occhio i minori i quali, dietro loro specifica direttiva, ogni mattina, recuperavano dei secchi d’acqua e degli stracci sudici, che nascondevano dietro un cespuglio in loco e chiedevano l’elemosina agli automobilisti in transito, dopo aver pulito loro i fari della macchina.

I minori, con fare servizievole, pulivano i fari di tutte le autovetture che si arrestavano al semaforo, chiedendo come compenso, qualche spicciolo, sotto lo sguardo vigile e severo dei due uomini.

In sostanza, gli adulti facevano leva sulla tenera età dei bambini per suscitare la plausibile compassione e le simpatie degli automobilisti che, di fatto, quasi sempre concedevano loro la richiesta elemosina.

E’ doveroso specificare che, dal loro atteggiamento, i minori sembravano non rendersi conto della portata del loro agire, bensì piuttosto, credevano di porre in essere una sorta di piacevole gioco, in una competizione amichevole a chi riusciva a guadagnare di più.

Ad ogni modo, i minori operavano del tutto ignari della pericolosità dell’incrocio in cui operavano, esposti come erano al probabile rischio di investimenti in quanto, data la loro statura mingherlina, difficilmente risultavano visibili agli automobilisti in corsa.

Né i bambini sembravano curarsi delle conseguenze nocive per la loro salute, dovute alla prolungata esposizione ai gas di scarico; alle polveri sottili; al costante assalto degli agenti atmosferici, alle intemperie, nonché all’inquinamento acustico e ambientale, particolarmente elevato nel tasso in loco.

Il tutto, si svolgeva senza che venissero approntate idonee cautele a salvaguardia dell’incolumità dei minori da parte dei loro “guardiani” che sembravano preoccuparsi unicamente della cospicuità dei guadagni.