Parete, arrestato avvocato Chianese ex titolare Resit: ai domiciliari per scandalo rifiuti

PARETE (Caserta) – Avrebbe ottenuto decine di milioni di euro con la minaccia di bloccare gli impianti che gestiva in localita’ Scafarea, a Giugliano (Napoli) e dove negli anni scorsi sono finiti i rifiuti di numerosi comuni della Campania.

Con questa accusa gli investigatori del Ros hanno arrestato l’avvocato e l’imprenditore Cipriano Chianese, gia’ amministratore della discarica Resit. A Chianese e’ stato concesso il beneficio degli arresti domiciliari.

Chianese, e’ accusato, si legge in una nota della Procura della Repubblica da Napoli, ’di aver attuato numerose condotte ingannevoli ai danni del Commissariato di governo per l’emergenza rifiuti e di avere poi, in particolare, realizzato una serie di attivita’ estorsive per il conseguimento di diverse utilita’’. Chianese in passato e’ stato coinvolto in altre vicende giudiziarie ed arrestato, nel 2005, con l’accusa di concorso esterno nell’associazione di stampo mafioso dei casalesi.

Secondo l’accusa l’azienda di Chianese era stata anche illegittimamente autorizzata alla ricezione di rifiuti industriali conferiti da privati. Ma non solo. Si sarebbe anche illecitamente appropriato di somme dovute ai comuni di Parete e Giugliano quale contributo per il ristoro ambientale.

Per esigere i pagamenti, in alcuni casi non dovuti, Chianese avrebbe intimato la riduzione dei conferimenti o la sospensione di quelli gia’ stabiliti. In questo modo avrebbe conseguito, accusano gli investigatori della Dda di Napoli, anche un’autorizzazione illegale all’esercizio di una discarica su un sito che sarebbe stato attrezzato mentre era sottoposto a sequestro.

Respinta richiesta arresto Cosentino

Il gip del Tribunale di Napoli Raffaele Piccirillo ha respinto una nuova richiesta di arresto nei confronti del sottosegretario Nicola Cosentino che era stata avanzata dalla procura di Napoli nell’ambito di una inchiesta sullo smaltimento di rifiuti a Napoli.

Si tratta dell’inchiesta che ha portato oggi all’arresto dell’imprenditore Cipriano Chianese. Piccirillo e’ lo stesso magistrato che invece, nel corso delle indagini sulle presunte collusioni con il clan dei Casalesi aveva emesso una ordinanza di custodia in carcere nei confronti del parlamentare del Pdl che e’ stata comunque respinta dalla Camera dei deputati.

Il coinvolgimento di Cosentino nella nuova inchiesta, secondo quanto si e’ appreso, farebbe riferimento in particolare al suo ruolo nell’Impregeco, un consorzio realizzato per lo smaltimento dei rifiuti. L’ipotesi di reato formulata nei suoi confronti sarebbe di corruzione, in concorso con altri indagati, tra i quali Giuseppe Valente, presidente del consorzio e ritenuto uomo vicino a Cosentino.