Caserta, bidello ucciso a Vairano Patenora: i nomi degli 8 rumeni. Caso risolto da una donna

VAIRANO PATENORA (Caserta) – Ci sono due donne nella terribile scenografia dell’omicidio del bidello di Vairano Patenora, il cui caso è stato risolto in circa tre mesi di indagine, grazie agli indizi di una rumena, e dalle numerose intercettazioni telefoniche effettuate dai Carabinieri di Caserta.

Sono quattro le Procure interessate, oltre Santa Maria Capua Vetere (Caserta), nell’inchiesta dei pm Manuela Persico e Silvio Marco Guarriello coordinati dal procuratore aggiunto Luigi Gay che oggi, in una conferenza stampa, ha reso noti i dettagli dell’operazione: oltre 150 le intercettazioni telefoniche ed ambientali oltre i controlli delle ‘celle’ dei ponti telefonici.

L’omicidio Casparrino è maturato all’interno della cerchia delle amicizie del bidello, il quale, essendo una persona semplice e mite, non aveva pensato minimamente di trovarsi di fronte, a dei potenziali rapinatori ed assassini. L’amicizia con le due donne del gruppo, gli è stata fatale.

L’uomo si vantava durante le visite di una donna rumena, con cui era legato sentimentalmente, di avere, nel corso della sua vita, risparmiato abbastanza e messo da parte un gruzzolo da permettersi qualche lusso. E la notte dell’11 agosto scorso, ha perso la vita per la sua ingenuità e le sue debolezze.

Nelle indagini sull’intricata vicenda dell’efferato delitto del bidello di Vairano Patenora, sono emerse due donne: una, era legata sentimentalmente al Casparrino, l’altra un’amica di lei, che sembra essere il basista e l’ideatrice della rapina.

E sembra sia stata proprio la donna L. M. 42 anni, residente a Vairano P. a cui l’uomo era legato, a fornire agli investigatori del Nucleo operativo del Comando provinciale di Caserta, indizi utili per arrivare ai colpevoli in soli circa tre mesi di indagini. La donna però, sembra estranea alla vicenda, colpevole solo, di aver introdotto l’amica al suo compagno.

Pare che la donna avesse portato con sé, in una delle sue visite al bidello, l’amica Nicoleta Stefan, di 42 anni, e che questi, parlando con le due signore, abbia più volte accennato ad un gruzzolo che aveva messo da parte, i suoi risparmi di una vita di lavoro.

La Stefan avrebbe condiviso il segreto con il suo compagno, Ionel Sandu, di 24 anni ed ideato insieme la rapina coinvolgendo altri due connazionali, due fratelli, Costantin e Alexandru Ciurea, di 23 e 21 anni. Questi ultimi, avrebbero pianificato con cura il furto con altri amici rumeni residente tra Milano e Cuneo, responsabili tra l’altro, di rapine in alcune ville nel nord Italia.

I malviventi si calarono da una botola nella casa del bidello, che viveva con l’anziana madre settant’enne. L’uomo tentò di reagire ma fu bloccato, legato mani e piedi e picchiato a morte sotto gli occhi della donna.

Fu quest’ultima, nel tentativo di fermare la furia omicida dei delinquenti, a rivelare il nascondiglio del denaro che ammontava a circa 50mila euro e che gli uomini portarono via. Ma era troppo tardi: il Casparrino fu ucciso a seguito delle botte e soffocato con un cuscino.

Le indagini iniziarono subito dopo fino ad arrivare in brevissimo tempo, alla ricostruzione del criminoso piano attuato dai romeni che sono stati arrestati nella giornata di ieri.

Alxandru Onofreiciuc; Ionel Sandu, 30.03.1985; Nicoleta Stefan, 04.07.1967; Razvan Eduard Uretu 30.08.1980; Marius Arseni; Alexandru Alin Curea, 03.11.1988; Curea Costantin, 06.12.986.

Questi sono i nomi dei romeni che si introdussero nella casa del bidello e lo massacrarono di botte e terrorizzarono l’anziana madre, fino ad ammazzarlo allo scopo di estorcergli il denaro, frutto di risparmi di una vita. La cittadinanza, ora invoca giustizia per il poveretto, conosciuto da tutti in paese, perché faceva il bidello nella scuola elementare locale. Una tragedia che ha sconvolto tutti ed attendono giustizia.

Il ruolo della donna

Due donne romene risultano al centro delle indagini dei carabinieri del Reparto investigativo di Caserta e della compagnia di Capua, coordinate dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, che hanno consentito di fare piena luce sull’efferato delitto di Bartolomeo Casparrino, di 50 anni, ucciso, tra l’11 ed il 12 agosto scorso durante una rapina a Vairano Patenora, piccolo centro agricolo dell’alto casertano.

L’uomo, bidello nella locale scuola Elementare di Vairano Patenora, tento’ di reagire ai malviventi che si calarono da una botola presente nel solaio della modesta abitazione nella quale viveva insieme con la madre settantenne.

L’uomo fu malmenato perche’ non intendeva rivelare loro dove tenesse nascosto il denaro, legato mani e piedi e soffocato con un cuscino per evitare che potesse gridare ed invocare aiuto.

Per l’omicidio e la rapina, che ha fruttato ai banditi un bottino circa 50 mila euro, trovati dai malviednti all’interno di un baule, su indicazione dell’anziana madre, ieri mattina i carabinieri del comando provinciale di Caserta hanno arrestato, in esecuzione di provvedimenti del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, otto romeni.

Sono accusati a vario titolo di concorso in rapina aggravata, sequestro di persona ed omicidio volontario. Tra gli arrestati figura una delle due donne che sono state al centro
delle indagini, Nicoleta Stefan, di 42 anni.

Quest’ultima, che risiedeva da tempo a Vairano Patenora, faceva parte del gruppo di amici del bidello ucciso. L’altra donna, L. M. di 42 anni, che sarebbe stata legata per qualche tempo sentimentalmente a Casparrino, e risultata estranea alla rapina, ha fornito ai carabinieri ed ai magistrati, alcuni interessanti spunti investigativi, risultati, poi, decisivi per far luce sull’omicidio.

Nicoleta, hanno spiegato gli investiagori, era stata spesso insieme con l’amica romena a casa del bidello, che piu’ volte aveva vantato una consistente disponibilita’ di denaro contanti ed anche gioielli, frutto dei suoi risparmi.

Gravata dai debiti,la donna, avrebbe percio’ ideato la rapina nell’abitazione di Casparrino, insieme con il compagno Ionel Sandu, di 24 anni ed altri due connazionali i fratelli Costantin e Alexandru Ciurea, di 23 e 21 anni, anch’essi arrestati nelle prime ore di ieri, e l’avrebbe, poi, pianificata con altri amici rumeni residenti tra Milano e la provincia di Cuneo, anch’essi arrestati ieri mattina e che gli investigatori ritengono responsabili di furti e rapine in ville nel Nord Italia.