Caserta, scacco matto al clan Amato di Santa Maria Capua Vetere: sequestrati beni per 812 mila euro

SANTA MARIA CAPUA VETERE (Caserta) – Sequestrato il patrimonio degli Amato, capoclan sammaritano, che imponeva i videopoker in città. Erano a nome della moglie e della figlia del boss sammaritano.

Sono stati confiscati titoli e conti correnti del valore di circa un milione di euro. Questa mattina a Santa Maria Capua Vetere, nel prosieguo dell’attività investigativa che ha disarticolato un pericoloso clan operante nella città del Foro, i carabinieri del Nucleo operativo della Stazione locale, hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro emesso dalla direzione antimafia di Napoli, nei confronti di Alfonsina Varvella, classe 1959 e Rosa Amato, classe 1977, rispettivamente moglie e figlia del capo dell’omonimo gruppo criminale, Salvatore Amato.

Nella circostanza, sono stati sottoposti a sequestro i conti correnti bancari, titoli di credito e polizze assicurative per un valore di 722.mila euro, accesi presso la filiale di una banca di Santa Maria Capua Vetere.

Nello stesso contesto, sono stati posti sotto sequestro due libretti postali, del valore complessivo di 93 mila euro, intestati ad altri familiari del capoclan. Il patrimonio acquisito, del complessivo valore di 812 mila euro. I beni sono ritenuti provento delle attività illecite, poste in essere dal sodalizio criminoso.

Il clan Amato è stato disarticolato alla fine di luglio di quest’anno. Il gruppo, capeggiato dal Salvatore Amato, era dedito all’usura, all’estorsione ed all’imposizione violenta dei videopoker nelle attività commerciali della zona sammaritana e dell’hinterland casertano.