Caserta, condannato a 24 anni: il boss Andreoli del clan Muzzoni arrestato prima della fuga

CASERTA – Acciuffato affiliato al clan “Muzzoni”, condannato in primo grado a 24 anni, in attesa della condanna definitiva stava cercando di organizzare una fuga ma è stato bloccato dalla polizia.

L’arresto martedì

Martedì scorso, 11 agosto, il personale della quadra mobile di Caserta, diretta dal vice questore Rodolfo Ruperti, coadiuvato dalla squadra mobile di Roma, ha proceduto all’arresto per evasione di Alberto Andreoli, nato a Lucerna (Svizzera), il 12 febbraio 1965, pluripregiudicato, affiliato al clan camorristico “Esposito Muzzoni”, egemone a Sessa Aurunca (Caserta) e nel basso Lazio.

Nel 2005 condannato a 24 anni in primo grado

Andreoli era stato arrestato nel 2005, con ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip presso il tribunale di Napoli e condannato in primo grado a 24 anni di reclusione per associazione per delinquere di stampo mafioso, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e per traffico d’armi.

Si trovava in una clinica romana per problemi di salute

Il pregiudicato dopo un breve periodo di detenzione nelle carceri di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), Roma e Lanciano, nel 2007 era stato ammesso, per gravi motivi di salute, agli arresti domiciliari, prima presso la propria abitazione di Fabrica di Roma (Viterbo) e in seguito è stato associato ad una clinica della Capitale.

I sospetti della polizia

I presunti problemi di salute dell’Andreoli non convincevano gli investigatori della Squadra Mobile di Caserta i quali, sospettavano che il camorrista si assentava spesso dalla struttura sanitaria e che progettasse una fuga, prima che la pesante sentenza divenisse definitiva .

I sospetti si sono rivelati fondati quando, nella serata di martedì scorso, i poliziotti, che si trovavano in appostamento da diverse settimane, notavano che l’Andreoli usciva dalla clinica e saliva a bordo di un’autovettura guidata da una ignara amica.

Due settimane di appostamento: arrestato per evasione torna in carcere

Gli agenti hanno atteso che la vettura si allontanasse dal luogo per evitare di coinvolgere altre persone se si fosse arrivati ad uno scontro a fuoco e, a circa un centinaio di metri dopo, i militari hanno bloccato l’auto ed arrestato il pregiudicato in flagranza per evasione.

L’arrestato, nel corso della mattinata di ieri è stato sottoposto a giudizio direttissimo con il quale è stato condannato a sei mesi di reclusione e sottoposto di nuovo alla misura di custodia cautelare in carcere, poiché sussiste il reale pericolo di fuga.