Caserta, la moglie di Domenico Belforte boss di Marcianise lamenta un carcere troppo duro a Rebibbia

ROMA – Gli avvocati Mariano Omarto e Antonio Abet, legali di Maria Buttone, moglie di Domenico Belforte che insieme con il fratello Salvatore è ritenuto a capo dell’omonimo clan della camorra operante tra Marcianise, Caserta e comuni limitrofi, e attualmente reclusa in regime di 41 bis a Rebibbia, hanno annunciato che la loro cliente ha minacciato di denunciare il Dap (Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria).

La decisione sara’ adottata, hanno spiegato i due legali, se dovesse continuare lo stato di detenzione in regime di sostanziale isolamento della donna. La Buttone lamenta che da oltre un mese non puo’ entrare in contatto con altre detenute, cosi’ come prevede la norma, e che si trova quindi in una situazione di isolamento totale nel padiglione dedicato alle detenute ’ex 41 bis’ del carcere romano.

Le disposizioni in materia – ricordano i suoi legali – prevedono che il detenuto al 41 bis effettui 2 ore di socialita’ con altri detenuti al 41 bis in gruppo di quattro persone. A
Rebibbia, pero’, la Buttone e’ l’unica donna reclusa soggetta al ’41 bis’ e, quindi, non viene applicato nei suoi confronti il diritto previsto dalla norma, poiche’ le altre donne, che si
trovano nelle sue stesse condizioni di detenzione, sono recluse nel carcere di L’Aquila.

Da qui la protesta della Buttone che chiede il rispetto dei propri diritti minacciando la denuncia all’autorita’ giudiziaria e alla Corte dei diritti Umani di Strasburgo.