Caserta, Borrelli si difende: a Pignataro Maggiore non c è solo camorra. Ho fiducia nei giudici

Riceviamo e volentieri pubblichiamo dall’Ufficio stampa.

PIGNATARO MAGGIORE (Caserta) – E’ stato uno dei primi ad uscire dal carcere quando fu coinvolto nel maxi-blitz che portò in cella i vertici del clan Lubrano – Ligato a Pignataro Maggiore in provincia di Caserta. Si è detto e si è scritto, secondo la tesi dell’accusa, che creava società fittizie per la camorra.

Ma Pietro Borrelli, uno dei più importanti imprenditori della Campania nel settore abbigliamento, pignatarese doc, è un uomo libero, perché, grazie anche al difensore Carlo De Stavola, è riuscito a dimostrare che per lui ci sono scarsi indizi di colpevolezza. Non vuole sfogarsi contro chi lo ha incastrato, un pentito in particolare, ma sulla vicenda si lascia solo andare ad una considerazione: “Io camorrista? Dimostrerò il contrario, l’ho già fatto con la scarcerazione, credo della magistratura, rispetto il suo lavoro e con fiducia aspetto il processo, so che non ho fatto niente, lo dimostrerò, non aggiungo altro”.

Del resto Pietro Borrelli ha ereditato un impero commerciale dal nonno Vito prima e dal padre Vincenzo poi, imponendosi sul mercato nonostante la crisi che attanaglia tutti i settori. “Esiste la crisi, ma io credo nella strategia del connubio qualità – prezzo, così invoglio la gente a comprare”, dice l’imprenditore, che si sta riprendendo dallo shock dei giorni di carcere.

Ha due punti vendita: uno, il più grande e rinomato, in via Risorgimento a Pignataro Maggiore, l’altro a Vairano, in via Napoli. Il suo è stato il primo negozio di abbigliamento aperto a Pignataro dai suoi avi nel lontano 1956; da allora, tra alti e bassi, e soprattutto dopo la morte del padre, nel 2000, Pietro si è rimboccato le maniche ed è riuscito ad imporsi sul mercato fino a diventare un vero e proprio punto di riferimento nel settore abbigliamento.

Vende tutto Borrelli: dal casual al classico, soprattutto jeanseria, con una clientela che raggiunge i suoi punti vendita non solo dall’Agro Caleno, ma da ogni parte della Regione. Insieme alla moglie sta portando avanti la politica della qualità-prezzo, rivolgendosi ad acquirenti di ogni fascia di età e di ogni ceto sociale.

“Da noi vengono i giovani ma anche i professionisti, siamo contenti e soddisfatti nonostante la disavventura giudiziaria, ma il tempo mi darà ragione”. Del resto Borrelli può vantare di trattare marche prestigiose come Levi’s e Canali, ma anche griffe meno note ma dalla qualità eccellente. “La cosa bella di questo lavoro è che mi dà la possibilità di viaggiare, di conoscere persone, sono stato in Inghilterra, Francia, Spagna e Polonia”, aggiunge Pietro Borrelli.

“Ora mi sento più sereno dopo quanto mi è accaduto ma mi sono trovato in una situazione più grande di me senza aspettarmelo, comunque sono fiducioso”, conclude, non senza commozione e rabbia”.