MADDALONI (Caserta) – Ancora guerra alla camorra in provincia di Caserta da parte dello Stato. Questa mattina, una brillante operazione di Dda e dei carabinieri di Caserta e di Maddaloni, ha permesso di arrestare 28 persone facenti parte del gruppo Belforte di Marcianise, e quindi del clan dei Casalesi.
Dalle prime luci dell’alba, i carabinieri del comando Provinciale di Caserta, coordinati dal colonnello Carmelo Burgio, insieme con i carabinieri di Maddaloni (Caserta), coordinati dal capitano Broccone, e il personale della DDA di Napoli, in una vasta operazione, hanno arrestato esponenti del clan dei Casalesi e del clan Belforte, capeggiati da Antonio Farina. Le ordinanze di arresto erano 31.
Il Farina in passato aveva rotto il rapporto che lo legava all’organizzazione criminale di Marcianise (Caserta) e si era alleato direttamente con gli uomini si Sandokan, attirandosi le antipatie di Clemente D’Albenzio. Contestati al clan anche due omicidi avvenuti nel 2006.
Una vasta operazione anticamorra che ha visto impegnato anche gli uomini della stazione dei carabinieri di Maddaloni ed ha disarticolato un clan pericoloso che ha al suo attivo molte accuse.
Le 28 persone arrestate devono rispondere di associazione mafiosa, di due omicidi, di porto abusivo d’arma da fuoco e di oltre 100 estorsioni, perpetrate ai danni di imprenditori e commercianti, della zona controllata dal clan. L’operazione è riuscita nell’intento di smembrare l’organizzazione criminale, che mantiene il controllo sul Comune di Maddaloni e di Marcianise e sui Comuni limitrofi.
Tra gli arrestati, oltre a capi di gruppi aggregati all’organizzazione criminale, facente capo ad Antonio Farina, detto Tonino “o’ biondoâ€, anche affiliati al caln dei casalesi, egemone in tutta la provincia e oltre – è infatti il più pericoloso clan della camorra – e del clan Belforte, che controlla Marcianise e comuni limitrofi. I membri delle due fazioni sono ritenuti responsabili di aver, in diverse circostanze, concorso nelle attività criminali del clan.
Antonio Farina, era inizialmente sottomesso ai Belforte, aveva in seguito cercato maggiore autonomia, cercando un patto di collaborazione diretta con i casalesi, creando così attriti con il boss Clemente D’Albenzio, ancora legato ai marcianisani.
L’operazione inoltre fa luce su due omicidi commessi nel 2006, nelle guerre per il predominio del clan. I provvedimenti sono stati emessi dal GIP di Napoli nell’ambito di una indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia. Gli arrestati sono stati associati alla casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere (Caserta).
Tra gli arrestati nell’operazione, oltre al Farina, ci sono:
Giorgio D’Albenzio,
Antonietta Della Ventura,
Adele Di Santo,
Severino Di Santo,
Carlo Farina,
Michele Ferraro,
Alberto Marciano,
Pasquale Marciano,
Vincenzo Marciano,
Franco Passarelli,
Carlo Picillo,
Lucia Picillo,
Roberto Stravino.
