CASALUCE (Caserta) – Dopo gli arresti, fra gli altri, di alfiero massimo, di fraia vincenzo, fontana pietro, tavoletta nicola, cirillo vincenzo stefano, cirillo francesco, napolano massimo, santoro salvatore, guerra giuseppe e granata raffaele, gagliardi giuseppe, musciarella pasquale, amatrudi massimo, di raffele carlo e la cattura dei pericolosi latitanti alluce antonio, granato davide, tartarone luigi, la polizia di stato infligge un nuovo duro colpo al gruppo setola, la fazione stragista del clan dei casalesi, la camorra della provincia di Caserta, la più pericolosa d’Italia.
Nella tarda serata di ieri, sabato 20 dicembre, a seguito di una prolungata attività investigativa, supportata da servizi tecnici di intercettazione telefonica ed ambientale, gli investigatori della squadra mobile di Caserta, diretta dal vice questore dr. Rodolfo Ruperti, coordinati dal vice questore Alessandro Tocco, dirigente della sezione distaccata di casal di principe, congiuntamente a personale del servizio centrale operativo e ad equipaggi del reparto prevenzione crimine, in esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare in carcere nr. 1018/08 e nr. 13429/08, emesse rispettivamente il 30-10-2008 ed il 3-4-2008 dall’ ufficio g.i.p. di napoli su richiesta della procura distrettuale, ha tratto in arresto in Casaluce (Caserta), il latitante Metello Di Bona, nato a Casal di Principe il 13-04-1970.
L’uomo, gravemente indiziato di concorso in associazione a delinquere di stampo mafioso ed estorsione aggravata continuata, e’ uno degli storici affiliati al clan bidognetti ed è indicato da alcuni collaboratori di giustizia contiguo e strettamente legato al gruppo stragista facente capo al latitante Giuseppe Setola.
Nella circostanza, veniva arrestato per favoreggiamento aggravato Gennaro Paciello, nato a casaluce il 13-12-1964, pregiudicato per truffa e reati contro il patrimonio, presso la cui abitazione trovava rifugio il latitante.
Il Di Bona si appropinquava ad un incontro galante con una donna.
I provvedimenti si riferiscono ad alcune estorsioni perpetrate in danno di alcuni imprenditori commerciali dell’agro aversano ed in particolare della zona di lusciano, dal di bona ed altri affiliati del clan bidognetti, già tratti in arresto nei mesi scorsi.
