CASERTA – Arrestati all’alba di ieri dai carabinieri di Caserta 3 estorsori, due dei quali erano già indagati nell’affare crash ghost. Nelle prime ore della mattinata di ieri i militari della compagnia di Caserta, in esecuzione all’ordinanza di applicazione di misura cautelare coercitiva personale, richiesta dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere ed emessa dall’ufficio del G.I.P. del tribunale sammaritano, traevano in arresto 3 persone, accusate di estorsioni ai danni di un imprenditore locale.
Due degli estorsori già arrestati nelle indagini sulla mega truffa alle assicurazioni
A finire in manette sono stati Michele Altarelli, di Maddaloni (Caserta), 59 anni, infermiere presso l’ospedale di Santa Maria Capua Vetere, con precedenti di polizia; Nicola Iodice, di Santa Maria Capua Vetere (caserta), 52 anni, anch’egli infermiere presso lo stesso nosocomio sammaritano, con precedenti di polizia; Tommaso Grandinetti, nato ad Angri (Salerno), 43 anni, residente a Caserta, perito assicurativo.
Le misure sono state emesse a seguito di complesse ed articolate indagini condotte dai militari dell’Arma della compagnia di Caserta, sotto la direzione del sostituto procuratore del Tribunale sammaritano, il dottor Antonio Ricci, le cui risultanze sono state pienamente concordate dall’ufficio della Procura. Dalle indagini è emerso che i tre, nell’arco temporale che va dal 1998 al 2008, si sono resi responsabili, in concorso tra di loro, dei reati di usura ed estorsione ai danni di Roberto Battaglia, imprenditore turistico e zootecnico del casertano e della madre di quest’ultimo, Rita.
Nelle mani degli strozzini
In particolare i tre, approfittando dello stato di necessità della famiglia Battaglia, che si trovava in una forte situazione debitoria nei confronti di alcuni istituti di credito, in corrispettivo di un prestito di 100.000.000 di vecchie lire, usufruito come acconto sull’acquisto dell’immobile sede dell’agenzia viaggi Battaglia, che non fu mai perfezionato a causa del pignoramento delle banche, pretendevano la restituzione della somma con interessi superiori al 300% in due anni. Da quel momento si sono succeduti una serie di prestiti con interessi usurai a cui il Battaglia, che intanto aveva cessato l’attività , non ha potuto più far fronte.
L’incubo durato dieci anni
Le richieste degli interessi sul denaro dato in prestito sono state accompagnate conseguentemente da continue e periodiche pressioni e minacce da parte di vari personaggi, anche appartenenti alla criminalità organizzata.
Tra gli estorsori anche Schiavone e D’Anna
Tra questi, Luigi Schiavone e Giuseppe D’Anna, venivano arrestati in flagranza di reato, sempre dai carabinieri della compagnia di Caserta, nel luglio del 2008, sorpresi proprio mentre cercavano di estorcere al Battaglia, l’ingiusto debito, nel corso di un incontro avvenuto tra di essi, presso l’azienda bufalina sita a Caiazzo.
La resa dei conti
Grandinetti e Iodice nello scorso mese, erano stati già tratti in arresto dai carabinieri nell’ambito dell’operazione denominata Crash Ghost, concernente truffe alle assicurazioni, i cui proventi venivano impiegati nell’attività usuraia. Erano loro infatti, l’infermieri ed il perito consenzienti dell’associazione sgominata poi dai militari.
Gli arrestati, dopo le formalità di rito, venivano associati presso la Casa Circondariale di Sant Maria Capua Vetere, a disposizione della procura.
