FORMIA (Latina) – Dovrà lasciare la villa bunker che si era costruito a Formia prima di Natale. Ma, dice lui, senza casa e senza un lavoro è “povero e indigente” tanto da arrivare a chiedere al Comune di Formia di dargli ‘una occupazione e una casa popolare’.
Ernesto Bardellino, capostipite della nota famiglia di San Cipriano D’Aversa (in provincia di Caserta) uscita vittoriosa dalla guerra di camorra contro la Nuova camorra organizzata di Raffaele Cutolo e fratello di Antonio il capoclan e fondatore dei Casalesi, ha affidato a una lettera aperta la sua richiesta di aiuto.
La villa così come tutti i beni di famiglia per un valore complessivo di 12 milioni di euro, sono stati confiscati per effetto della sentenza della Cassazione come epilogo dell’iter di sequestro iniziato nel 2005 con l’operazione Bonifica portata a termine dal Ros dei carabinieri.
Una lunga storia giudiziaria quella dei Bardellino che, dopo essersi trasferiti a Formia, sono stati oggetto delle attenzioni delle forze dell’ordine in più occasioni. Come quando nel 2005 il figlio di Ernesto, Angelo Bardellino venne arrestato per estorsione a una cooperativa e per una storia di voti di scambio nell’ambito dell’operazione Formia connection.
Ernesto Bardellino, però, ora chiede aiuto e uan casa al Comune di Formia. In questo modo intend einvalidare anche la confisca dei beni che lo Stato ha effettuato a suo danno.
