MARCIANISE (Caserta) – Nuovo sequestro per la Trasfiv di Marcianise, dopo il primo dissequestro convalidato dalla Cassazione e poi nuovo dissequestro e la vittoria totale in Cassazione con la revoca di tutti i provvedimenti penali.
E’ questa la storia della Trasfiv degli imprenditori Acconcia che alla fine hanno vinto la loro battaglia con la giustizia.
A suo tempo l’imprenditore dichiarava sbalordito: “E ciò nonostante il Tribunale del Riesame abbia disposto il dissequestro e la Cassazione abbia dichiarato inammissibile il ricorso del pm per il risequestro. Lascio a voi ogni considerazione sulla vicenda e consiglio a tutti gli imprenditori della Campania di abbandonare questa regione, in cui non solo non è più possibile fare impresa, ma addirittura gli imprenditori perbene e onesti sono chiamati a difendersi per dimostrare la propria innocenzaâ€.
E’ lo sfogo amaro di Alessandro Acconcia, amministratore unico della Transfiv spa, al reiterato provvedimento di sequestro dell’azienda, la quale, sotto i colpi di quello che appare quasi un accanimento giudiziario, rischia ora davvero di chiudere i battenti. La Trasfiv infatti ieri mattina è stata di nuovo sequestrata: l’accusa è che l’azienda sia stata un ingranaggio di un gruppo camorristico della provincia di Caserta.
Ma l’imprenditore Alessandro Acconcia non ci sta e intende far valere le proprie ragioni, prima ancora che nelle aule di giustizia – cui nonostante tutto continua a credere, dice – nei confronti dell’opinione pubblica, presso cui questi reiterati provvedimenti lo fanno apparire come il peggiore dei delinquenti.
E’ questo il motivo per il quale, venerdì 28 novembre, alle ore 11, 30, presso la sede di Confindustria Caserta, è convocata una conferenza stampa in cui, passo dopo passo, si fa il punto di una vicenda che appare sempre più paradossale.
E’ appena il caso di ricordare, peraltro, che il nuovo provvedimento di sequestro è stato adottato all’indomani (20 novembre 2008) di un pronunciamento della Corte di Cassazione con il quale è stato infatti dichiarato l’inammissibilità del ricorso proposto dalla DDA di Napoli avverso il provvedimento del Tribunale del Riesame di Napoli, che in data 06/06/2008 aveva annullato il decreto di sequestro preventivo dei beni e delle società dei fratelli Alessandro e Antonio Acconcia, demolendo completamente l’impostazione accusatoria. Ora la triste storia degli imprenditori Acconcia è finita con la loro vittoria.
