MADDALONI (Caserta) – Ammalato di depressione, si suicida tagliandosi le vene. L’uomo si chiamava Lorenzo Iossa, era originario di San Felice a Cancello, nato il 1 settembre del 1956. Viveva da solo in via Cantariello dopo la morte dei
genitori. A prendersi cura di lui erano i suoi familiari rimasti, soprattutto il fratello che si recava spesso ed anche più volte al giorno presso la sua abitazione, per assicurarsi che stesse bene.
Da tempo era caduto in depressione e per questo aveva bisogno di cure ed attenzioni costanti. Lo sfortunato aveva
già tentato il suicidio, ed era in cura da anni presso il dipartimento di salute mentale dell’istituto di Maddaloni. Ieri mattina il congiunto si era recato a trovare Lorenzo dopo aver più volte provato a cercarlo a telefono, poiché non riceveva alcuna risposta, è andato personalmente a casa sua. L’uomo aveva la chiave ed è entrato ma all’interno dell’abitazione regnava un silenzio insolitamente preoccupante. Il poveretto si è aggirato per le camere fino a quando nella stanza da letto, ha scorto suo malgrado, il corpo senza vita dello sfortunato fratello.
L’uomo si è avvicinato al cadavere che si trovava ormai in una pozza di sangue ed ha notato il coltello da cucina che si trovava sul letto, probabilmente gli era scivolato dalle mani dopo aver compiuto l’insano gesto. In preda al panico, il poveretto ha chiamato il servizio sanitario del 118, l’ambulanza di Maddaloni sollecitata dal centro di Caserta, è subito accorsa sul posto. Per il povero Lorenzo non c’era nulla da fare, si è solo potuto constatare il decesso per un presunto suicidio. Le vene dei polsi del 52enne erano tagliate, il coltello usato era stato preso dalla cucina. E’ quanto è stato appurato in
seguito alle prime sommarie indagini dell’Arma dei carabinieri di Maddaloni che erano intervenuti sul posto avvertiti dagli operatori sanitari.
Il corpo del poveretto è stato trasportato nel reparto di medicina legale dell’ospedale San Sebastiano e Sant’Anna di Caserta, per una visita autoptica disposta dal sostituto procuratore della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, il dott. Bocchino, che stabilisca la dinamica del decesso e a quanto tempo risale. Dalle prime indagini mediche pare che l’uomo si sia suicidato nella stessa mattinata, probabilmente all’alba. Una storia di malessere esistenziale in cui quasi sempre inevitabilmente si cerca la morte, come unica via di guarigione.
L’uomo era in cura e prendeva farmaci, pensionato civile, situazione dovuta alla sua condizione, i medici non hanno potuto fare nulla per aiutarlo ad uscire dal senso di depressione che lo attanagliava. Pare che la depressione sia la malattia del secolo, la più grave e colpisce a tutte le età . Il poveretto era rimasto solo e non era riuscito a costruire la sua vita in modo da aver un motivo per cui vivere. La sensibilità di alcune persone è tale che, al minimo segno di difficoltà , sentono chiudere la porta dell’animo umano e la vita scorre senza che apparentemente abbia un senso. Ogni giorno che passa sembra troppo lungo, troppo uguale al precedente. Ed il povero Lorenzo non ha saputo dare un senso alla vita, il dono più meraviglioso che si potesse avere.
