SAN PIETRO INFINE (Caserta) – Un raptus di follia a conclusione di una lite, l’ennesima nell’ambito di un rapporto che nel tempo era andato a deteriorarsi, sarebbe alla base dell’uxoricidio di questa mattina a San Pietro Infine, piccolo comune collinare della provincia di Caserta, quasi al limite con la provincia du Frosinone.
Stavolta, però, sembra che la violenta discussione tra il meccanico Marcello Vizzaccaro, di 53 anni e la moglie, Adriana D’Agostino, di 47 anni, che ha preceduto l’omicidio, sarebbe nata a seguito della ferma determinazione della donna, che nei giorni scorsi si sarebbe anche consultata con un avvocato, a separarsi dal marito e ad interrompere il rapporto ultraventennale.
Dalle risultanze delle prime indagini condotte dai carabinieri di Sessa Aurunca, al comando del capitano Francesco Asselta, il meccanico, titolare di un’officina per la riparazione di mezzi pesanti ed agricoli, dopo avere avviata l’attività con i suoi collaboratori è rientrato in casa e ha iniziato a discutere animatamente con la moglie, probabilmente per convincerla a tornare sui suoi passi e a non avviare la pratica di separazione.
I due, al momento del fatto, erano soli in casa: la figlia maggiore è sposata da tempo, l’altra di 20 anni, cassiera in un negozio della zona, era al lavoro mentre l’ultimo figlio, un bambino di 10 anni era a scuola. L’ostinazione della donna a portare avanti la sua decisione avrebbe scatenato l’ira del meccanico che si è armato di un fucile calibro 12, che deteneva legalmente, ha raggiunto la moglie in cucina e le ha esploso contro, da distanza ravvicinata, due colpi in pieno petto.
Adriana D’Agostino è morta sul colpo mentre l’omicida, messo a posto il fucile, ha raggiunto con la propria autovettura la stazione dei carabinieri della vicina Mignano Montelungo e ha confessato il delitto.
L’uxoricida, dopo l’interrogatorio da parte del magistrato del Tribunale di Cassino è stato condotto al carcere di Santa Maria Capua Vetere.
