CASTELVOLTURNO (Caserta) – Due operazioni, rispettivamente di carabinieri e polizia, hanno portato questa notte all’arresto di più di 30 persone legate alla camorra, fra cui una banda che operava nel traffico internazionale di stupefacenti e due latitanti affiliati al clan dei Casalesi sfuggiti ad un blitz dei carabinieri di Caserta lo scorso primo luglio.
Nella prima operazione, secondo quanto riferisce in una nota il comando provinciale dei carabinieri di Napoli, è stata sgominata un’associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di cocaina e marijuana operante nel Napoletano e controllata dagli scissionisti del clan camorristico Di Lauro.
I militari hanno arrestato 33 persone — fra cui quattro donne — in esecuzione di ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Napoli. Nel corso delle indagini è emerso che l’organizzazione, operante nell’hinterland nord-occidentale del capoluogo campano, importava cocaina dal Venezuela e dalla Spagna, nascondendola nei bagagli dei suoi corrieri e nelle scocche di auto preparate appositamente da carrozzieri compiacenti. L’organizzazione era legata al gruppo degli scissionisti del clan camorristico dei Di Lauro, al centro della sanguinosa faida di Scampia che si è consumata negli anni scorsi.
L’indagine aveva preso il via in seguito ad un normale controllo di polizia nell’agosto 2005, quando venne fermato uno degli individui arrestati oggi. Ai tempi gli venne sequestrato poco meno di un grammo di cocaina, che suscitò tuttavia controlli più approfonditi perché presupponeva un coinvolgimento in ambiente dedito a spaccio e commercio di sostanze stupefacenti. In un’operazione separata la polizia di Caserta ha arrestato due persone ritenute legate al clan dei Casalesi e sfuggite all’arresto il primo luglio scorso, nel corso di un’operazione dei carabinieri di Caserta.
Si tratta di Nicola Tavoletta e Vincenzo Di Fraia, affiliati al clan dei Casalesi e ritenuti molto vicini ad alcuni latitanti dello stesso clan, in particolare orbitanti attorno al gruppo di Cirillo e Secola. I due — che sono accusati di associazione a delinquere di stampo mafioso ed estorsioni — sono stati trovati dalla squadra mobile di Caserta in un’abitazione a Castelvolturno, dove erano intenti a tagliarsi i capelli per rendersi meno riconoscibili. Lo riferisce Rodolfo Ruperti, capo della squadra mobile di Caserta, organo di cui è stata istituita una sezione a Casal di Principe per aumentare la presenza di forze dell’ordine su questo territorio delicato nella lotta alla camorra.
