Caserta, scacco ai Casalesi di O Ninno: 53 arresti, anche il fratello vigile e funzionari di Tribunale. Sequestrati beni per 80 milioni di euro

CASAL DI PRINCIPE (Caserta) – Si è conclusa con l’arresto di 53 persone e il sequestro di beni mobili e immobili e quote di varie società per circa 80 milioni di euro, l’operazione dei carabinieri del comando provinciale di Caserta contro il gruppo del clan dei Casalesi capeggiata da Antonio Iovine, detto O Ninno, uno dei più pericolosi latitanti della potente organizzazione criminale casertana.

Tra gli arrestati anche il fratello di Iovine, Giuseppe, vigile urbano a San Cipriano d’Aversa. In carcere anche Pasquale Gianluca Pagano, fedelissimo del superlatitante. In totale sono 65 le ordinanze di custodia cautelare emesse, tra le accuse contestate anche quella di voto di scambio.

L’OPERAZIONE

O Ninno’, originario di San Cipriano D’Aversa, è latitante da oltre undici anni ed è inserito anche nella rosa dei 30 criminali più ricercati d’Italia. Gli arrestati sono accusati a vario titolo di associazione mafiosa, estorsione, detenzione illegale di armi, riciclaggio e concorrenza illecita.

Secondo le indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, il clan Iovine avrebbe corrotto pubblici amministratori per acquisire appalti e servizi pubblici e procurato voti a candidati di comodo in occasione delle elezioni provinciali del 2005. I proventi illeciti delle sue attività venivano reinvestiti in attività imprenditoriali come la distribuzione e il noleggio di videogiochi e le scommesse. Il lavoro degli investigatori, durato almeno cinque anni, ha già portato alla cattura di due latitanti di spicco e al recupero di un kalashnikov e fucili a pompa.

ARRESTATI

Oltre il fratello del Ninno, sarebbe stato arrestato – secondo indiscrezioni – anche un cancelliere della Procura di Napoli e comunque anche funionari pubblici. Gli arrestati sono gravemente indiziati dei reati di “associazione mafiosa, estorsione, detenzione illegale di armi, riciclaggio ed illecita concorrenza”. Il clan ha sistematicamente corrotto pubblici amministratori, per acquisire appalti e servizi pubblici, e procurato voti a candidati di comodo in occasione delle elezioni provinciali del 2005 in provincia di Caserta.