CASERTA – La Direzione Investigativa Antimafia di Napoli comandata dal generale Antonio Girone, ha eseguito un decreto di confisca ed uno di sequestro di beni, nei confronti di due esponenti del clan camorristico dei Casalesi, Antonio Satamaria e Rocco Veneziano.
Le ordinanze sono state emesse dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Al Santamaria, 35 anni originario di Cancello Arnone, sono state confiscate le disponibilità finanziarie e gli è stata notificata l’applicazione della misura di prevenzione della Sorveglianza Speciale della Pubblica Sicurezza, con obbligo di soggiorno nel comune di residenza per due anni e mezzo.
A Rocco Veneziano, di 57 anni, di Castel Volturno, la Dia ha sequestrato, invece, beni per un valore complessivo di un milione di euro. Un fabbricato a Casal di Principe, un apezzamento di terreno oltre a delle quote del capitale sociale della srl «Immobiliare Colle Vertè, con sede a Terni. Veneziano era già noto alle forze dell’ordine ed alla magistratura. Sul suo capo già pendeva una condanna a due anni e otto mesi di reclusione per associazione per delinquere di tipo mafioso in quanto considerato appartenente al clan dei Casalesi (gruppo Bidognetti).
L’uomo è considerato il punto di riferimento per la gestione di interessi economici del sodalizio camorrista. Veneziano di professione fa il geometra oltrechè l’ imprenditore edile. In pratica un insospettabile professionista. Così si prestava a garantire assistenza, a predisporre la documentazione per indire gare di appalto ed a fornire i nomi delle imprese ‘pulitè, alle quali poter assegnare lavori per favorire gli interessi del clan.
