Edilizia, Corbo: nei progetti immobiliari il punto di partenza è la conoscenza del territorio

MILANO – La conoscenza del territorio come punto di partenza di ogni progetto immobiliare. Roberto Corbo, presidente di Corbo Group, è intervenuto a Milano al Forbes Real Estate Summit, ospitato al Duomo Space, che ha riunito imprenditori e operatori per un confronto sul futuro del mercato immobiliare, con particolare attenzione alla rigenerazione urbana, al lusso e ai nuovi modelli di sviluppo.

“Il primo atto progettuale è conoscere il territorio. Se non conosci il territorio non puoi progettare, non puoi capirne le potenzialità”, ha sottolineato Corbo nel corso del suo intervento. La capacità di leggere i luoghi, secondo il presidente di Corbo Group, rappresenta un elemento centrale nello sviluppo immobiliare: “Un territorio non si guarda soltanto: si ascolta. Sviluppare oggi significa comprenderne i bisogni, le vocazioni e le fragilità, per realizzare interventi che migliorino la qualità del vivere e producano un benessere concreto per le persone e per la comunità”.

Un approccio che mette al centro il rapporto tra l’immobile, il contesto nel quale viene realizzato e le persone che dovranno viverlo. Per il numero uno di Corbo Group, benessere e integrazione sociale sono due driver fondamentali della progettazione, partendo dalla convinzione che “l’abitazione sia la prima dignità sociale che un essere umano ricerca”.

Costruire significa quindi prima di tutto integrare, ovvero “inserire l’immobile nel territorio, farlo dialogare con il tessuto urbano e sociale e progettare spazi capaci di rispondere alle reali necessità delle persone. Un immobile realmente integrato è una casa che sappia anticipare e assecondare le esigenze del cliente”, ha aggiunto Corbo.

In questo modello anche la tecnologia assume un ruolo preciso, entrando all’interno dell’abitazione senza diventare invasiva. Corbo ha portato il ragionamento dentro le mura domestiche: “Immaginiamo un software che, attraverso i dati ricevuti dai BMS installati nell’abitazione, percepisca empaticamente tutto ciò di cui il fruitore ha bisogno: la salubrità dell’aria, la condizione fisica, lo stress, l’illuminotecnica”.

La casa diventa così un organismo capace di raccogliere dati, riconoscere i bisogni di chi la abita e reagire in modo proattivo. Un contesto nel quale, per Corbo, l’intelligenza artificiale può integrare le nuove abitazioni attraverso tre caratteristiche: “Essere invisibile, perché non la vedi; predittiva, perché anticipa i fabbisogni; empatica, perché ti coccola”.

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