SALERNO – Un vulcano di idee, un entusiasmo travolgente per un lavoro che dà la possibilità di incontrare le persone nel giorno più bello della loro vita. Linda Gatto è la wedding-planner della costiera Amalfitana, organizza matrimoni esclusivi e insoliti, nei luoghi incantevoli come Positano e Ravello arrivano clienti da tutto il mondo e di tutte le religioni. Qualche volta capita anche di organizzare dei matrimoni simbolici magari per soddisfare i vezzi di importanti miliardari. Ci racconta tutti i particolari di un matrimonio da favola e i numerosi aneddoti che fanno di questo lavoro un vero spasso.
Come è nata l’idea di organizzare matrimoni? E quando è nata?
Da parecchi anni, inizialmente facevo tutt’altro, avevo un’azienda e creavo vetrate artistiche a livello industriale, io mi occupavo delle vendite, partecipavamo a diverse fiere, ho cominciato aiutando inizialmente amiche nell’organizzare il proprio matrimonio, ma anche il mio matrimonio e poi abbiamo creato la società e ormai sono 5 anni che mi occupo di questo.
E quando ha pensato di fare sul serio, e quindi ha capito che era il momento giusto di creare una società che si occupasse dell’organizzazione di matrimoni?
Con il tempo, quando sono aumentate sempre di più le richieste, dalle amiche sono passata alle amiche delle amiche e poi ho deciso di fare un sito internet rivolgendomi anche al mercato estero, perché facendo delle ricerche di mercato mi ero accorta che era un settore che stava andando bene e potevo provare a proporre questa organizzazione del matrimonio anche a clienti stranieri e diciamo che in costiera amalfitana i matrimoni per stranieri sono tantissimi, e così ho iniziato con Positano, Ravello.
E da quali parti del mondo la contattano?
I clienti provengono dalle nazionalità più strane, dai paesi più lontani, dall’Islanda, la Russia, Giappone, dalla Cina mai nessuno, anche se quest’anno ho avuto una cliente da Hong Kong. Lo scorso anno ho avuto un matrimonio molto carino lei aveva 55 anni musulmana ed era una rifugiata politica del periodo dello Shoah di Persia, era una donna bellissima, e lo sposo di 30 anni al secondo matrimonio. Si sono sposati in una chiesa cattolica perché lui era cattolico e per sposarsi in una chiesa cattolica è necessario che almeno uno dei due sia cattolico, ed è stato bellissimo perché avevamo tutte le religioni, i musulmani, i protestanti anglicani, i luterani, i cattolici, è stato bellissimo.
Come si è trovata a gestire un matrimonio del genere, cosa lo ha caratterizzato?
Era la mescolanza delle religioni, avevo questi musulmani in un lato della chiesa, era stranissimo.
Mi parli dell’ultima moda in tema di matrimoni?
Negli ultimi anni stanno andando di moda i cosidetti matrimoni simbolici, e sono delle cerimonie che non hanno valore legale.
E perché si organizzano questi matrimoni?
I motivi sono i più disparati: magari non si possono sposare per un motivo o un altro, ma vogliono far credere alla famiglia di essersi sposati, altri sono quelli che non hanno il valore del matrimonio e non vogliono sposarsi legalmente ma, allo stesso tempo, la sposa vuole dare la gioia al papà di accompagnarla all’altare, anche se ovviamente si tratta di un altare simbolico perché, in effetti, sono cerimonie che si svolgono all’aperto, perché in chiesa non è consentito; e poi ci sono dei matrimoni che sono il rinnovo delle promesse matrimoniali, che lo scorso anno ho fatto per una giornalista americana Becca Hensley e lei ha ha scritto anche un articolo di questa esperienza sulla sua rivista, insomma lei ogni anno si sposa in un posto diverso e in quel caso venne vestita di nero con un bouchet di rosa e crisantemi.
Ne capitano di situazioni strane: me ne racconti qualcuna?
Ho avuto una situazione carina a settembre dello scorso anno Chiesa di San Gennaro a Traiano, sai all’estero di solito quando fanno le cerimonie gli sposi hanno con loro un vero e proprio corteo e questo significa che hanno il paggetto, le damigelle piccole, le dame, la matrona d’onore e poi i Best Man, ma in questo caso la cosa strana era che una delle dame era un uomo. Infatti lo dissi alla sposa perché pensavo che quando mi avevano dato i nomi quello fosse sbagliato e invece no la sposa mi disse che era un uomo e lui con il bouchet in mano è stato simpaticissimo.
Il matrimonio più chic?
Quest’anno a Ravello ho fatto un matrimonio davvero importante: lei era la figlia della presidentessa della London Season e loro organizzano feste di debutto in società , ma di feste a livello Buckingham Palace perché in realtà loro fanno feste per Buckingham Palace, e abbiamo dovuto rispettare l’etichetta nel vero senso della parola, la cerimonia, con rito anglicano, si è svolta nella chiesa a Santa Maria a Gradillo a Ravello, una delle pochissime chiese in zona dove si possono svolgere anche cerimonie con rito protestante sebbene la chiesa sia cattolica. Abbiamo avuto delle hostess in chiesa che hanno dovuto accompagnare a sedere i relativi ospiti a seconda delle personalità .
Come è arrivata la sposa?
La sposa è arrivata con una carrozza del ‘700 e indossava gioielli dal valore di più dimezzo milione di sterline e c’erano le guardie del corpo. Poi è stato molto bello perché in chiesa la scaletta è stata spettacolare, il corteo è arrivato con la marcia nuziale di Clarke, suonata da un quartetto di archi, 2 trombe, organo, tenore e soprano, in cui c’era prima la madre accompagnata dal Best Man, poi il pagetto, poi le flower girls, cioè le damigelle, poi le dame, poi finita la marcia nuziale di Clarke la sposa è entrata con un’ aria di Puccini “O mio bambino caroâ€.
E’ stato bello?
E’ stato spettacolare, un sogno, poi quando sono usciti dalla chiesa c’erano 5 musicisti vestiti con gessato cravatta rossa, pochette rossa, cappello e occhiali scuri che dovevano accompagnare tutti quanti gli invitati in giro per Ravello e poi all’hotel Caruso dove si è svolto il ricevimento.
Quali sono le difficoltà per matrimoni così elaborati?
Nel mio caso lavoro molto con internet trattando spesso con stranieri, e la difficoltà vere e proprie no, semplicemente ci sono più scambi di email.
E cosa distingue spesso un matrimonio straniero da quello italiano?
Gli stranieri spesso durante il ricevimento hanno spesso i discorsi che noi non abbiamo, loro hanno il discorso del papà della sposa; il Best Man fa anche lui un discorso, poi c’è quello dello sposo e a volte anche alcune delle dame.
Invece come fa a scegliere la location?
Di solito prima faccio un vero e proprio interrogatorio agli sposi, cerco di capire quale era il loro sogno da bambini per le spose, quale era il luogo che desideravano per il matrimonio, poi cerco di far definire il matrimonio con 5 aggettivi, in maniera tale da poter capire cosa poter suggerire e da questo modo partono poi i miei suggerimenti. Magari all’inizio se mi propongono strutture molto eleganti io propongo 5 o 6 strutture, mando le foto le descrizioni, a volte vengono e andiamo a visitare insieme per decidere, naturalmente prendo in considerazione anche il numero degli invitati e il budget.
Dopo la scelta della location, come procede?
Prima una serie di domande per cercare di capire che soluzioni proporgli, gli propongo varie soluzioni, mando tante foto tramite mail e una volta che hanno scelto e stretto il campo comincio a mandare dei menù, se vengono poi certo vediamo tutto insieme dal vivo e lo stesso avviene per i fotografi, perché non amo lavorare con un unico fotografo, ma ogni fotografo ha il suo stile e quindi ciascuno deve essere libero di scegliere lo stile che più gli si addice, quindi propongo proprio tanti fotografi.
Cosa caratterizza la sua agenzia? Perché dovrebbero scegliere lei?
Per la super attenzione al dettaglio, perché l’attenzione è proprio maniacale.
Per quanto riguarda la fantasia: è necessaria in questo lavoro?
Sono abbonata a diverse riviste straniere legate alla decorazione ai fiori del matrimonio, e sono una maniaca dei dettagli ad esempio come presentare le fedi: una volta le ho presentate con due coralli legati, un’altra volta con una borsetta di bacche rosse, sabato invece il tema erano delle calle e limone e allora sono state prese delle calle e intrecciati dei nastri gialli e le fedi vi erano legate sopra, un’altra volta che era una posacenere con tre foglie in una fogli misi una rosa e sulle altre due dei petali e sopra le sono state appoggiate le fedi.
Come sceglie le elaborazioni?
Dipende tutto dal tema del matrimonio quindi tutto viene creato seguendo il tema scelto. Così come il centrotavola o la tipologia dei nomi dei tavoli, tutto deve seguire un suo iter che parte dalla definizione del colore del matrimonio, prima di tutto tante domande per definire cosa vogliono gli sposi, ma poi dopo aver scelto la location si parte con la creazione del contorno e di tutto, per gli stranieri ad esempio il colore è molto importante per definire il colore dei vestiti delle dame ad esempio, qualcuna addirittura a volte mi ha inviato un pezzo di tessuto anche degli abiti delle dame.
E un colore che l’ha colpita?
Quest’anno ad esempio ho avuto un matrimonio con il viola, però abbiamo giocato su tutte le tonalità che si avvicinavano a quel colore ed è venuto molto bello, sebbene all’inizio il colore mi facesse un po’ paura.
Cosa la entusiasma di più?
La possibilità di confrontarmi con delle persone, quasi sempre persone nuove, nei momenti più felici della loro vita, vedere l’eccitazione, la felicità , generalmente in tutti i lavori si confronta con persone stressate, anche nel lavoro che facevo prima, con problemi, invece quando si parla di matrimonio e si parla con le madri delle spose, con le spose c’è sempre la felicità nei loro occhi, l’emozione! Non ne vedo una triste ecco. E questi momenti felici mi danno l’energia di andare avanti e con alcune spose si rimane in contatto anche dopo e ho amici in tutte le parti del mondo.
Mi racconti qualche aneddoto
Il matrimonio dell’uomo senza nazionalità , perché inizialmente la sposa mi aveva inviato la mail dicendo che lo sposo era di cittadinanza britannica, poi ho ricevuto delle mail strane, così che ad un certo punto mi ha detto che forse è australiano, lui mi rispose di essere mezzo australiano e mezzo britannico, arrivati a questo punto chiedo di vedere sul passaporto, sul passaporto era c’era scritto che era danese, perché lui era nato in Danimarca, quindi immagina cosa è successo per risolvere questa stranissima situazione!
