NAPOLI – Impossibile resistere al profumo intenso e il sapore inconfondibile del cioccolato targato Gay Odin. Sveva Maglietta, erede del fondatore Isidoro Gay Odin, è la proprietaria insieme ai due fratelli Davide e Dimitri della fabbrica di cioccolato più nota a Napoli: una bottega che di generazione in generazione trasmette le antiche ricette e le fedeli tradizioni, utilizzando le materie prime di qualità provenienti dal Sud America e dall’Africa del Sud e i macchinari moderni insieme con quelli antichi del fondatore Isidoro Odin.
Produttori dal 1922, la fabbrica nasce come una piccola bottega nel polo dei caffè letterari napoletani: dal 1993 è monumento nazionale.
Le sue ricchezze sono dolcezze da collezione: cialde croccanti, tavolette farcite, pezzi di foresta che si sciolgono in bocca e fanno venire l’acquolina solo a sentirne parlare.
L’Eco di Caserta, in occasione della Pasqua, ha indagato sulle novità di quest’anno in materia di uova, perché le decorazioni Gay Odin sono insuperabili. A dominare sia tra i più piccoli ma anche tra gli adulti sono i personaggi dei fumetti: spopolano Hello Kitty e poi le Winx, Topolino, Minne e Batty Boop.
Mi parli delle origini e della nascita della bottega?
È una storia originale perché il fondatore Isidoro Odin era piemontese di Alba e poi decise di venire a Napoli a fine ‘800 e di aprire una piccola bottega di cioccolato. All’epoca Napoli era una grande capitale europea: era ricca di turisti e di artisti soprattutto. La bottega si trovava tra Via Chiaia e Piazza del Plebiscito, quindi proprio nel cuore della vita dell’epoca.
E poi?
Poi la situazione andò bene quindi da lì si trasferì a via Vetriera dove la fabbrica si trova tuttora e dove oggi rappresenta il cuore della Napoli bene perché si trova su via dei Mille e dove allora era quasi periferia. Isidoro Odin aprì questa piccola azienda che chiaramente è cresciuta col tempo e costruì poi anche il palazzo dove ospitava i suoi artigiani.
Quanti artigiani c’erano all’epoca?
Cominciò con una ventina però negli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso arrivarono ad un centinaio nel periodo di maggior lavoro anche perché la manodopera era anche più facile da reperire: tutte le donne della zona volevano lavorare con lui.
Mi parli del fondatore Isidoro Odin come era?
Lui era un classico uomo d’altri tempi. Molto rigoroso, un omone grosso con dei baffi: chi lo ha conosciuto se lo ricorda bene, poi quando cominciò a farsi vecchietto aveva solo una figlia. Capì che la figlia non voleva saperne dell’azienda e la cedette agli zii di mio padre negli anni ‘60 anche se lui ha continuato a lavorare in azienda fino alla fine degli anni ‘60. Aveva più di ottanta anni, ma ci teneva che la lavorazione rimanesse la stessa ed è quello che ci contraddistingue ancora oggi.
Infatti cosa contraddistingue la vostra cioccolata e il marchio Gay Odin?
Il ricorso alle antiche ricette, la manualità ancora oggi ricercata, e seppur con l’ausilio di mezzi moderni c’è comunque il fondamentale aiuto dell’uomo, il lavoro artigianale è alla base di tutto.
Ora chi dirige l’azienda?
Da quando un paio di anni fa mio padre è venuto meno a dirigerla siamo i tre figli: Davide il più grande, io e Dimitri.
Il segreto del vostro successo?
Il rispetto della tradizione e il rispetto delle materie prime che sono sempre le stesse, il chicco di cacao viene portato adesso come allora dai paesi produttori che sono l’America del Sud e l’Africa meridionale.
Dove vendete la vostra cioccolata?
Siamo presenti in Italia con i nostri punti vendita a Napoli, Roma e Milano. In realtà non ci affidiamo a terzi per la gestione dei nostri prodotti ma cerchiamo di avere sempre un controllo diretto e poi su ordinazione li spediamo anche all’estero, ma sono sempre singoli clienti che ce li richiedono.
Quanta cioccolata producete in un giorno?
Dipende dal tipo di produzione: almeno una tonnellata o due, poi dipende dal periodo, adesso siamo focalizzati esclusivamente sulle uova e quindi dopo essere state prodotte, vengono lavorate, decorate e incartate. In periodi come Natale, invece, la produzione si concentra soprattutto sui cioccolatini, alberelli decorati, la serie della natività e tutto ciò che riprende il Natale.
Cosa avete preparato per Pasqua?
Quest’anno una cosa che ci hanno richiesto in tanti sono state le uova decorate con i fumetti, ma la cosa strana è che non sono solo uova destinate ai bambini ma anche ad adulti e uova grandi dimensioni.
Quali sono i personaggi più rappresentati quest’anno?
Dai più classici tipo Topolino, Minnie, Pluto a quelle più attuali le Winx, Hello Kitty e Betty Boop.
Oltre ai personaggi?
Poi un classico è quello di scriverci su una scritta, un messaggio oltre a quello di inserire una sorpresa.
Vi è mai capitato di inserire un regalo particolare all’interno di un uovo?
Si. Il regalo più particolare è stato quello di dover inserire un pulcino vivo in un uovo. Non eravamo molto d’accordo. A richiederlo era stato un nonno che poi ci ha assicurato che sarebbe stata una cosa molto veloce, voleva fare una sorpresa molto gradita alla nipotina piccola, quindi facemmo dei buchini nell’uovo e lui subito lo portò alla nipotina che lo fece aprire. Un’ altra richiesta abbastanza particolare fu di confezionare all’interno di un uovo, qualche anno fa, una pelliccia di visone. Un classico è la chiave dell’auto e il solitario con la richiesta di matrimonio.
Oltre a lavorare nell’azienda di famiglia quali sono le sue passioni?
Ho due figli di 10 e 11 anni, quindi il tempo cerco di dedicarlo a loro dopo il lavoro, magari facendo una fuga fuori Napoli.
E cosa pensano i suoi figli di continuare la tradizione di famiglia nell’azienda?
Io penso sicuramente di si perché così come sono cresciuta io, sia i miei figli che i miei nipoti vivendoci sin da piccoli, la vivono con la stessa passione. Sono curiosi, cercano di seguire le varie fasi anche se in maniera giocosa.
Cosa ci consiglia per Pasqua?
Io consiglio l’uovo foresta, che noi produciamo già da qualche anno e che spopola soprattutto in certi ambienti.
Cosa caratterizza questo tipo di uovo?
È un uovo che si produce ponendo su una base di cioccolato nostro, che poi è una miscela speciale, che noi facciamo per le uova, con del fondente e della gianduia, il cioccolato foresta, che ha una lavorazione particolare perché sono foglie sottili ripiegate una sull’altra. Quando si lavora è morbido, quando si asciuga diventa friabile: quindi la consistenza è unica e anche il sapore. Perchè è un cioccolato al latte, però non è dolce, cioè non è il classico cioccolato al latte. Naturalmente la ricetta è segreta e bisogna solo provarlo per capirlo.
Ci hanno provato?
Hanno provato in molti a imitarlo, ma si sente sempre la differenza. Anche perchè il macchinario che lo produce risale all’epoca di Gay Odin. Così come i macchinari che producono le nostre cialde: le ghiande, che sono dei nostri cioccolatini amatissimi fatti con delle cialde a forma di noce o ghianda farcite a mano con della gianduia a latte per le ghiande e gianduia fondente per la noce.
Altre prelibatezze?
Un altro uovo che andato forte quest’anno è con una fetta d’arancia con il supporto di un guscio fondente. Poi viene completamente ricoperto con fette d’arancia: è il cioccolatino fatto con l’arancia candita e il cioccolato fondente. Si tratta di una lavorazione dove l’arancia non è dolce ma ha il sapore proprio dell’arancia, poi c’è l’uovo al peperoncino, che da qualche anno è tornato alla ribalta e poi l’uovo amaro cioè il cioccolato puro al 99%. Amaro purissimo che tra gli intenditori è una cosa eccezionale.
