Il lavoro di Carmen Criscitiello, fashion manager: quando l’eleganza diventa un mestiere

CASERTA – Grigio e rosso saranno i protagonisti della prossima stagione accanto ai classici nero, blu e bianco. Lo afferma Carmen Criscitiello, 32 anni, sales manager della Uptown di Caserta, tra i più imporanti uffici di rappresentanza di moda della Campania. Voleva fare l’avvocato, ma l’affascinante mondo del pret a porter l’ha fatta decisamente cambiare idea e professione.

E’ a Milano, capitale della moda, che 8 anni fa ha cominciato per gioco e per hobby. Faceva la vestiarista della Strenesse. Il lusso, la perfezione, la possibilità di comunicare con il mondo intero l’hanno calamitata nell’ovattato mondo della moda e così oggi, tornata ad Avellino dalla sua famiglia, insegue magari il sogno di dar vita ad uno showroom tutto suo o comunque di restare in questo fantastico e affascinante settore.

Mi parli di lei e del suo lavoro di sales manager per quale azienda lavora?

Al momento lavoro all’Uptown, è un ufficio di rappresentanza di moda che si trova a Caserta e lavoriamo per tutta la Campania, dove abbiamo vari marchi di abbigliamento che distribuiamo per la regione. Nello specifico il mio ruolo è di agente. Mi occupo di vendita diretta al cliente, risoluzione di problemi del post vendita, cambio merci, riassortimenti. Ho un contatto diretto con i titolari dei negozi, tutti di alto profilo data l’importanza delle linee di cui abbiamo la rappresentanza.

Di quali marchi disponete in showroom?

Dondup, Mauro Grifoni, Vintage 55, Messagerie, Hoss,Tessa, Gotha, donna uomo e bambino, io mi occupa della donna.

Come ha iniziato?

Ho iniziato per gioco e per hobby. Ero a a Milano frequentavo l’Università la Cattolica facoltà di Giurisprudenza. Una mia amica lavorava per la Strenesse, una casa tedesca molto importante e mi propose di darle una mano. Così, mentre studiavo, lavoravo saltuariamente in questo showroom come vestiarista. Mi occupavo delle modelle, ma era un lavoro stagionale e, comunque, al tempo, non era quello che volevo fare.

E come ha cambiato idea?

Perché poi pian piano il titolare di questa azienda ha creduto in me e ha cominciato ad inserirmi nel commerciale, nella vendita, dandomi anche l’incarico di occuparmi della distribuzione per tutta Italia.

Da quanto è nel settore?

Da dieci anni.

Poi è tornata a Napoli?

Si, poi sono venuta a Napoli lavorando sempre per multimarchi come Strenesse, Boss, Incotex e Stuart Weitzman per il centro Sud e da un anno e mezzo sono in Uptown

Mi racconti la sua giornata tipo?

La mattina mi sveglio abbastanza presto, verso le 7.00 e poi dipende. Nei periodi come questo in cui ci sono le collezioni, prendiamo gli appuntamenti con i clienti per fargliele visionare e scegleirne i capi più consoni al loro punto vendita. Quindi lavoro prevalentemente di ufficio. Nei periodi più tranquilli, invece, giriamo sul territorio, andiamo presso i nostri negozianti per capire come va la vendita, se hanno bisogno di qualcosa, magari anche alla ricerca di qualche nuovo cliente per lanciare un marchio nuovo, poi capita spesso che si vada alle riunioni presso le aziende produttrici per la presentazione delle collezioni .

Mi parli delle nuove collezioni che sta proponendo.

Stiamo proponendo la collezione 2009/2010, sempre molto femminile anche nelle linee, poi ci saranno accanto ai colori basici il giallo tanto anche nelle sete negli chiffon, per le donne molto femminili ed eleganti. E poi arancio, rosso, insomma colori molto forti.

Invece quale è il suo colore preferito?

Il mio colore di base è il nero tanto e poi il verde.

Quale è la giusta strategia di marketing per la vendita di un prodotto nuovo?

Sicuramente avere clienti fidelizzati che credono nel venditore, nella persona che propone il prodotto. Esso deve essere sempre all’avanguardia e inserirto in negozi ottimi. Molto importante è il rapporto cliente venditore perché il cliente deve molto fidarsi di ciò che va a comprare o proporre o acquistare di nuovo.

E quanto è importante la comunicazione in questo lavoro?

È importantissima sempre, sia per quanto riguarda il rapporto venditore cliente, sia per il marchio stesso , dalla pubblicità sui giornali a qualsiasi altro tipo di pubblicità, perché anche se il prodotto è ottimo, soprattutto se è nuovo, deve avere una grossa pubblicità dietro per essere conosciuto. In Uptpwn, ad esempio, abbiamo un settore dedicato proprio alla comunicazione che fa da tramite tra le aziende ed i nostri clienti per quel che riguarda la pubblicità ed informazioni generali sui marchi.

Pubblicità sotto ogni punto di vista o ce ne è qualcuna più efficace?

La pubblicità efficace è quella sui giornali, ma è importante anche che il nome debba girare già tra i clienti più importanti d’Italia e che debba essere inserito in showroom validi, non guastano poi testimonial particolari. Un capo indossato da un vip o presunto tale ha di per se un impatto immediato sul consumatore finale.

E cosa secondo lei invece colpisce di più il pubblico?

La pubblicità, a parte il prodotto che deve essere buono. L’’immagine, però, deve essere sempre presente e il cliente finale deve comunque conoscerla ancor prima di entrare nel negozio, perché, purtroppo, non sempre i clienti finali sono abituati a comprare il nuovo e lo stesso i negozianti. A volte può capitare di rimanere legati a marchi già conosciuti e difficilmente ci si avvicina al marchio nuovo, quindi sicuramente ci deve essere una pubblicità grossa e poi deve essere bravo il negoziante a far capire il prodotto e spingerlo.

Crede che un nuovo marchio si possa diffondere con i social network?

No su internet non credo.

Con la crisi economica che stiamo vivendo come sta andando il settore della moda?

Anche la moda ne risente, io lavoro da tanti anni e sicuramente questo è un periodo di crisi anche per il nostro settore. Dalla casa madre che produce la linea, a noi e ai negozianti è un momento non bellissimo come tanti anni fa, anche perché nella moda si spende sempre tanto perché c’è il lusso, ma un po’ si è fermato anche qui.

Il capo che non indosserebbe mai?

Una minigonna, non mi piace molto io adoro i pantaloni.

Progetti futuri?

Il nostro lavoro è un continuo divenire. Ogni giorno c’è qualcosa di nuovo ed intrigante, ogni giorno c’è la possibilità di crescere professionalmente. Certo, il sogno è quello di aprire una showroom tutta mia dedicata amarchi esclusivamente per bambini. E’ difficile, soprattutto al Sud, il centro della moda è sempre stato Milano, ma penso che la profesisonalità e la dedizione con la quale ci si dedica, possa farci raggiungere, comunque risultati di eccellenza. Quindi, mai dire mai!

Lei faceva giurisprudenza,voleva fare l’avvocato, cosa le ha colpito di questo settore?

Mi ha colpito sicuramente la possibilità di interagire con persone di varia cultura e nazionalità. Questo è molto stimolante oltrechè formativo. Affascinante è anche quello che c’è dietro. Perchè tutto il mondo della moda gira intorno a se stesso: la nascita dell’ idea, la creazione del capo, i dubbi se esso avrà il gradimento del pubblico, la risoluzione dei vari porblemi logistici, la sfilata, le feste, il lusso, i colori, sono il quotidiano per tutti colori i quali ci vivono e lavorano. Ovviamente non mi riferisco al mero aspetto dell’effimero, comunque, intrigante, ma anche al modus vivendi di stilisti, modelle e noi punta dell’iceberg di questo mirabiliane ed importante settore dell’economia italiana.