Raffaela Valentino: Nel 2015 ancora alla scoperta di vizi e mali della nostra società

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

CASERTA – Nel corso dei miei studi spesso mi è capitato di imbattermi nell’espressione comune “denuncia dei vizi e dei mali che affliggono una data società”. Ora, riflettendo sulla società odierna, mi viene da dire che se da un lato siamo tecnologici, telematici, eccellenti in qualsiasi settore; dall’altro siamo anche una società ottusa, insensibile e poco rigorosa, ma il male peggiore è che oggigiorno ogni minimo indizio è riconducibile a qualcosa di anormale, senza però conoscere la vera definizione di normalità.

Lavoro nel campo dell’educazione e rieducazione, dell’abilitazione e riabilitazione, e spesso, ahimè, mi capita di assistere e di vivere situazioni spiacevoli. Oggi si bada più alla forma che alla sostanza. Da un lato si parla di unicità della persona intendendo un individuo che abbia le proprie caratteristiche e quindi  l’esigenza di un programma personalizzato (sia scolastico che riabilitativo); dall’altro lato, invece, costatiamo che protocolli e linee guida non ci consentono di capire l’unicità di una persona con il proprio vissuto e i problemi che lo circondano, in quanto esistono ormai trattamenti standard che prescindono dalla persona in quanto tale. La maggior parte dei test, infatti, servono più a dar credito ai pregiudizi di chi li somministra che ad aiutare chi viene valutato. Le linee guida, inoltre, vengono spesso sviluppate da persone che non hanno avuta pratica con una determinata patologia o tipo di apprendimento.  A ciò si aggiunge che l’insieme delle persone che circondano il bambino così come medici, terapisti, insegnanti etc. fanno sì che anche l’educazione e la riabilitazione siano parcellizzate, perdendo così di vista la storia personale e familiare. Questa progressiva parcellizzazione del sapere mette in forse la qualità dell’assistenza, la ricerca clinica e la formazione in generale.

La nostra società dovrebbe fare i conti con personale più qualificato intellettivamente (e non solo sulla carta!) perché, fin quando ai posti dirigenziali ci saranno persone incompetenti, questo Paese non uscirà mai dal tunnel in cui è entrato. I vizi e i mali sono sempre esistiti, ma in questo squarcio di secolo abbiamo davvero toccato il fondo. I nostri antenati hanno dato la vita per tramandare ai posteri una società migliore, ma il quadro dirigenziale del nostro Paese, e non solo quello politico, sta frantumando tutto. È una lotta senza fine.