CASERTA – Sembra che bisogna parlar bene del Sindaco di una città solo se si ha un posto fisso grazie a Lui. Sembra che bisogna parlar male del Sindaco di una città per esprimere di fatto il rammarico di non vivere altrove. Per tutti coloro che non sono in queste due condizioni, si parli bene o male del Sindaco è indifferente.
Poi ci siamo noi. Noi giovani di belle speranze con una ambizione: non vogliamo vivere altrove, non vogliamo un posto fisso e non vogliamo essere indifferenti. Vogliamo recitare.
Allora ci siamo rimboccati le maniche e da qualche anno abbiamo avviato il nostro progetto: il Teatro Stabile d’Innovazione della città. Da quando siamo partiti abbiamo vissuto momenti ed esperienze unici, intanto portando il nome di Caserta con vanto in luoghi inimmaginabili, in fabbriche, in piccoli paesi di montagna, in grandi città, nei Teatri antichi all’aperto, nei vicoli delle strade, a Sanremo per il festival, persino in Vaticano con un pubblico tutto e solo di suore e nella Reggia di Caserta, recitando tra i quadri della collezione Terrae Motus o nella Cappella Palatina ma soprattutto muovendoci tra l’iniziale apatia della gente di questa nostra città che in questi giorni appare più vivace e sembra cominciare a respirare come un bambino che si affaccia alla vita.
Noi non sappiamo se è solo merito del Sindaco – non sappiamo sta operando bene in tutti i campi perché per certi versi questa capacità di giudizio spetta ai competenti di ogni singola materia i quali, ci auguriamo, intervengano sempre e solo con critiche costruttive prive di veleni personali – ma un giudizio morale sulla lettera alla città inviata dall’uomo che ci rappresenta operando nell’interesse di tutti possiamo darlo.
Noi crediamo nella spontaneità di quanto ha scritto.
Attenzione, abbiamo di che rammaricarci, Caserta nel nostro settore non ha ancora ciò che le gioverebbe; c’è un progetto per il teatro della città ancora fermo in Regione ormai da un anno che non viene avviato e non abbiamo un luogo dove poterci ritrovare quotidianamente mentre sono sempre più in tanti a rispondere al «Teatro cerca te!» dimostrando l’esigenza di una realtà stabile come la nostra. Ma dobbiamo riconoscere che il Sindaco della città non ci ha mai chiesto se siamo tesserati a qualche partito, non ha chiesto per chi hanno votato i nostri genitori e non ci ha mai obbligato a fare cose in cambio di altre. Ci ha sempre ascoltati, apprezzando i contenuti del nostro lavoro e rendendo disponibile quel minimo che l’amministrazione poteva darci: comprensione e solidarietà.
Ebbene, di questi tempi, comprensione e solidarietà, se reali, forse sono i soli valori rimasti che contino.
Così, da cittadini e futuri elettori, ci siamo riuniti e rispondiamo alla Sua lettera: è Suo dovere, Signor Sindaco, per la responsabilità che ha, di essere leale con i suoi rappresentati, tutti naturalmente, anche con i suoi detrattori. Per quanto ci riguarda confidiamo nella sua buona fede, speriamo che possa aiutarci e riteniamo che quanto dichiara di aver fatto e continuerà a fare appartiene a logiche migliorative della qualità della vita tali da permettere a questa città di decollare verso orizzonti dove la formazione, la cultura, la bellezza, la dignità, l’eleganza, la signorilità ed il rispetto – tutto quello in cui noi crediamo con il nostro «far teatro» – siano anche per Lei gli obiettivi primari da raggiungere.
In tal caso i cittadini, vedrà, sapranno distinguere meriti e demeriti. Così come facciamo noi.
Buon Natale
I giovani artisti del Teatro stabile di Innovazione della città di Caserta «Fabbrica Wojtyla»

