Maddaloni, le dimissioni del direttore generale del “Villaggio dei Ragazzi” Giusto Nardi

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

MADDALONI (Caserta) – Apprendo dai giornali la notizia delle dimissioni del Direttore Generale del “Villaggio dei Ragazzi”,  l’ ingegnere Giusto Nardi: ne sono meravigliata  e  sono anche seriamente preoccupata per le future sorti della fondazione.

Conosco il direttore da 16 anni, quando, nel 1998, rigidissima nordica extracomunitaria arrivai al Villaggio e mi accolse con il suo consueto garbo e con affetto paterno intuendo,  da subito, la mia differente cultura e mentalità.

All’inizio, per me, le difficoltà  ci furono:  quando sperimentai l’insegnamento all’istituto superiore ero contenta della risposta degli allievi; mi ascoltavano, a me così appariva, rapiti, finché  un collega mi rivelò che, in realtà, non capivano nulla di quanto spiegassi ma amavano il tono della voce e la musicalità dell’italiano anziché il dialetto.

Non comprendevo, allora, l’importanza di stabilire delle relazioni con gli studenti, ero tecnicamente preparata ad affrontare il problema scientifico ma non quello didattico e mi proponevo asettica e distante come ritenevo fosse corretto.

Il Preside, allora quello era il ruolo di Nardi, mi sostenesse senza mai un rimprovero: dialogo, sorriso, affetto, accoglimento e paziente attesa, realizzando con me, nel tempo, un progetto educativo che è rimasto mio enorme patrimonio e che io stessa, oggi, tento di riproporre a mia volta.

La stessa pazienza, in realtà, che in più di un’ occasione gli ho anche aspramente contestato perché rivolta in egual modo anche agli studenti  che ritenevo, invece, da punire con severità.

Ecco, questo, senza dubbio, il primo invalutabile insegnamento; poi, l’ assurda e cocciuta, concedetemi, dedizione al lavoro, sempre e comunque,  un insolente entusiasmo profuso in tutte le attività, il monito a non lasciarsi mai scoraggiare, ad insistere per la salvaguardia del “nostro bene comune”, il  Villaggio.

E ci ha trainati avanti per anni, nonostante tutti i problemi e le difficoltà, con la forza e la convinzione dell’esempio; è stato sempre autenticamente così e, quindi,  a noi tutti, credibile.

Come me, tanti altri colleghi non lavorano più da tempo al Villaggio eppure Nardi è il nostro Preside, il Villaggio è la nostra scuola e gli studenti ex-allievi con i quali sono tuttora in contatto, me lo confermano quotidianamente.

Mi sono chiesta come ha fatto quest’uomo a dispetto di tutte le difficoltà di questi anni a creare una ragnatela invisibile e solidissima tra tutti noi, insegnanti e allievi. Com’ è possibile che tutti aspiravamo all’incarico statale per guadagnare di più e ritenerci “sicuri” e poi, quando ci sentiamo, rimpiangiamo i bei tempi di quando eravamo precari al Villaggio? Com’ è riuscito a creare un così radicato senso di appartenenza in noi tutti?

Ho capito con la mia personale esperienza l’importanza educativa di un buon esempio e  anche di quanto esso  produca i suoi effetti nel tempo con molto ritardo così da farci apparire il nostro lavoro frustante nell’immediato.

E, adesso, leggo delle sue dimissioni, certo la situazione al Villaggio è complicatissima, si sa, ma le complicazioni e i problemi non hanno mai fermato il preside: in 16 anni ricordo una sola settimana di assenza obbligata da un intervento chirurgico e poi, sempre lì, in ufficio, ad ascoltare sfoghi e lamentele di noi tutti senza mai un minimo cenno di insofferenza o, legittimamente, di fretta.

Sono preoccupata, seriamente preoccupata per la mia scuolala nostra scuola. Chi lotterà per tutti adesso?  Chi si opporrà alla chiusura della fondazione?