Egregio direttore,
Caserta, Scaringi: Sono tornati gli incendi, chi li vuole? E chi non provvede alla Protezione civile
Eppure, da precisi un paio di anni, nel panorama «incendistico» casertano manca qualcuno – qualcuno che ha avuto a cuore, da almeno una decina d’anni l’avvistamento incendio: i volontari del Gruppo Comunale di Protezione Civile “Città di Caserta”.
Perché le scrivo? Penso ormai sia chiaro – no, non sono un piromane (spero si capisca) ma un volontario di Quel gruppo di protezione civile. Volontario da undici anni – volontario, non saprei se posso ancora definirmi così. (Il fatto è che a Caserta si corre spesso il rischio che le cose più utili e necessarie si impelaghino in situazioni articolate, complesse, arzigogolate dalle quali, credo, dovessero tenersi lontane chilometri.)
Le scrivo guardando alla mia montagna martoriata, ancora una volta, rimpiangendo le mie ronde pacifiche dell’avvistamento incendi. Già l’anno scorso noi volontari di protezione civile non siamo stati sulle montagne del Comune. E non ci siamo stati neanche quest’anno. Il perché ha una motivazione (quasi) logica: gli iscritti sono calati – ma ci si dovrebbe chiedere il perché?
Le faccio una domanda: quanto crede che la politica dovrebbe inserirsi nella gestione e coordinamento di un servizio fondamentale? Sulla pubblica sicurezza, per esempio, o nella sanità o nella protezione civile? Cosa penserebbe, lei, se ogni cambio di ministro o governo portasse un cambio totale nelle modalità tecniche di gestione, spostasse di competenza, valorizzasse o sminuisse talune operazioni in favore di altre? Penserebbe che si stesse trattando di follie o no?
Forse a causa dell’invisibilità (siamo stati sempre molto relativamente presenti), o perché le vecchie divise blu ci facevano essere molto più simili ai vigili urbani, fatto è che la protezione civile comunale, nei programmi del suo «gestore» – il Comune, appunto – è sempre passata in relativo secondo piano. Un servizio fondamentale, obbligatorio per ogni comune ed ancora di più per i capoluoghi di provincia, il gruppo casertano ha fatto sempre il bello e cattivo tempo. Sì, è vero, il Comune di Caserta non se l’è passata proprio come è giusto che si confacesse ad un probo organismo statale, in questo periodo, ma la nostra è storia che parte da lontano.
(Sapete quando si sente il profumo del voler fare? Quando si vive in una condizione di continua fibrillazione, e si coglie l’idea che tutto dovesse cambiare da un istante all’altro? ecco, così vive, a Caserta un volontario di protezione civile: figlio di eterne promesse, quasi mai mantenute).
Sarà che, forse, finché eravamo una cinquantina (oggi siamo, su per giù, giusto un «io», un «mammeta» e un «tu») ma ogni nuovo assessore che sentisse un profumo di voti, ma tutti, per gran parte «a chiacchiere», si sono sempre dati un gran da fare per il gruppo comunale.
Ogni assessore ha promesso novità su novità: nuovi corsi, nuovi mezzi, nuove divise, nuove novità – sempre giunte col contagocce. A dire il vero, forse dovrei stare attento a lamentarmi, perché mezzi, divise e (semi) corsi ci sono stati. Con incidenza pari ad un millesimo ma ci sono stati – per gran parte eredità della gestione Falco.
Il fatto è che la colpa non è dell’assessore, ma che la protezione civile comunale fa il bello e cattivo tempo dell’assessore. Perché ognuno porta novità – e le novità si smentiscono da sole.
Qualche volta l’assessore è dimentico e, qualche volta, il rimpasto ci fa giocare l’assessore ed il suo progetto. Ma è possibile che una funzione fondamentale del comune, quale è, appunto, la protezione civile debba farsi figlia di giochetti e giochettini e non avere, invece, una gestione di tipo «dirigenziale», legata a programmi fissi di bilancio e non a continue novità?
Oggi la situazione è particolare. Personalmente non so chi sia l’attuale assessore, forse perché in sede non l’ho mai visto. O, forse, perché in sede manco da un paio di mesi: dimessesi anche le alte cariche del gruppo, non so più chi mi debba aprire la sede per il piantonamento.
(Sa che il gruppo di protezione civile di Caserta ha una gestione interna particolare? È tutto legato alle scelte discrezionali del Coordinatore – il capo, insomma – nominato dal Sindaco. Così ci sono stati un paio d’anni fa i corsi d’aggiornamento alla Provincia e le scelte sono state discrezionali, arrivano i rimborsi – strano!? – dell’antincendio e la scelta è discrezionale, arrivano delle richieste di servizio e la scelta è – troppo – discrezionale, si va in missione in Albania e la scelta è discrezionale, si stampano i tesserini e la scelta è discrezionale, si fanno i progetti – e nessuno sa niente – e la scelta è discrezionale, si fanno prima le abilitazioni interne per la conduzione dei mezzi e poi si sceglie discrezionalmente a chi tenerle ed a chi annullarle – no no no no, sui tesserini la scelta non è stata discrezionale, eh: a dire il vero il capo non ce li voleva far fare: troppo paura che qualcuno potesse farne cattivo uso – consideri che anche il regolamento del gruppo è stato sempre considerato «top-secret» con divieto assoluto di farne copie e darne diffusione, tanto l’esterno quanto l’interno.
Il motivo? Mai capito – e pensare che, per l’interno ci si è rifatti a regolamenti già attivi presso altri gruppi di protezione civile – trovati su internet)
Allora l’avvistamento incendi? Non si fa, no – beh, se queste sono le premesse, chi vuole che si iscriva? Eppure con il nostro Land Rover Defender 110 con modulo antincendio associato, di interventi ne abbiamo fatti tanti.
Sarebbe anche un investimento, pensi: secondo lei qanto costa l’intervento dell’elicottero o del canadair? Io non lo so, ma sicuramente costerebbe meno tener su un buon gruppo di protezione civile che, offrendo anche un servizio di avvistamento, ridurrebbe i tempi di intervento”
Ma le promesse che attendono il Gruppo Comunale di Protezione Civile – Città di Caserta -questo prossimo settembre sono queste. E, con queste premesse, quale interesse vuole che colga questa attività nel cuore di un volenteroso intenzionato ad attivarsi per la protezione civile di Caserta? Nessuna, no
Lei si iscriverebbe?
Grazie dell’attenzione,
Gianrolando Scaringi
Volontario di Protezione Civile
