Riceviamo e volentieri pubblichiamo dal professore universitario Nicola Melone, ex preside della facoltà di Scienze, un appello a favore del movimento politico provinciale Speranza.
CASERTA – Mi rivolgo ai CITTADINI della Provincia di Caserta, di questa nostra terra che può vantare una storia antica e nobile e che vive un presente mortificato e mortificante.
La Campania Felix, di cui hanno parlato Plinio il Vecchio e Virgilio, era un territorio fertile con clima temperato, monti boscosi e ricchi di acque termali e minerali, un litorale di oltre 40 km con spiagge un tempo tra le più belle del mondo, bellezze paesaggistiche (due parchi regionali, tre riserve naturali,…) e monumentali straordinarie nella loro unicità, tradizioni storiche, culturali e agroalimentari uniche al mondo, una posizione geografica favorevole al turismo ed al commercio.
C’erano, quindi, tutte le condizioni per fare della nostra provincia un territorio operoso, ricco ed accogliente.
Dobbiamo quindi domandarci cosa ha prodotto questa drammatica situazione ambientale, morale, culturale ed economica che stiamo vivendo e che toglie alla nostra terra il futuro, costringendo i giovani a cercare di realizzare altrove i loro sogni.
È forse cambiato il clima ? Forse i fiumi si sono prosciugati ? Forse i boschi sono improvvisamente scomparsi ed i prodotti alimentari non più richiesti ? Forse la posizione geografica del nostro territorio non è più favorevole ai flussi commerciali e turistici? No. Non è così.
Certo la costa è stata selvaggiamente corrotta, i terreni ed i fiumi sono avvelenati, le infrastrutture sono ormai inadeguate a seguito di decenni di inettitudine. Certo l’immagine turistica e quella dei nostri gioielli agroalimentari hanno ricevuto un colpo durissimo dallo scandalo dei rifiuti e dal feroce controllo criminale del territorio e delle sue attività commerciali e produttive.
Cari concittadini è venuto il momento di porci queste domande e provare a dare una risposta rigorosa e basata su fatti.
Dov’era e cosa faceva la classe dirigente mentre la nostra terra veniva avvelenata ? La politica è la sola e vera responsabile. Questi signori, privi di un progetto politico di gestione e sviluppo del territorio ed essenzialmente (se non unicamente) impegnati a curare i loro interessi, hanno abbandonato (o forse volutamente consegnato) la nostra provincia alla camorra, unico potere economico, finanziario e politico della provincia.
Oggi la stessa classe politica degli ultimi decenni si ripropone e ci chiede il voto. Sono gli stessi figuri che ci hanno riempito di parole e promesse e che hanno prodotto con la loro azione la catastrofe attuale.
Un paese, una regione, una provincia, una città non si gestiscono senza i partiti politici. Questo è ovvio. È la Politica che riesce a mediare tra interessi contrapposti e a gestire le esigenze individuali nell’ambito dell’interesse collettivo.
Ma non questa classe politica, non questi partiti nelle condizioni di degrado culturale e morale in cui sono precipitati.
Cari Concittadini questa è forse l’ultima occasione che abbiamo per dare il nostro contributo al rinnovamento della politica. Lo dobbiamo a noi stessi, per la nostra dignità, e soprattutto ai nostri figli e nipoti che, prima o poi, ci chiederanno cosa abbiamo fatto per fermare questo disastro.
Ecco perché vi invito a guardare con attenzione al movimento Speranza provinciale.
· Speranza provinciale non è una lista civica, un campanile qualunquista antipartitico;
· Speranza provinciale non è una consorteria di interessi a caccia di poltrone, poltroncine e strapuntini dai quali si gestisce la cosa pubblica;
· Speranza provinciale non ha l’obiettivo di costruire una ennesima nuova formazione politica che si avvia ad organizzare il consenso popolare attraverso comitati d’affari e scambi di favori;
· Speranza provinciale è un movimento di cittadini che, oltre all’onestà, alla correttezza ed alla trasparenza individuali vanta una lunga militanza di cittadinanza attiva;
· Speranza provinciale è un movimento di cittadini con un forte e radicato senso di appartenenza alla comunità, che considera le città non come mezzo per dare acqua corrente, energia elettrica, gas e inquinamento ambientale ed acustico alle persone, ma come strumento per rafforzare il senso di comunità attraverso istruzione, formazione, cultura, servizi, accoglienza e solidarietà, uno strumento per creare occasioni di lavoro e di realizzazione della persona;
· Speranza provinciale è un movimento di cittadini che non vuole più turarsi il naso o rassegnarsi alla cultura dell’inevitabilità del dramma che stiamo vivendo;
· Speranza provinciale è un movimento di cittadini che vuole dare un segnale forte ai partiti, che vuole mostrare che la società civile sa organizzarsi e mettere in crisi questa politica fatta di comitati di affari, interessi personali, corruzione generalizzata, ignoranza e volgarità;
· Speranza provinciale è un movimento di cittadini che vuole trasformare il profondo disagio degli astensionisti in un movimento che dal basso vuole essere protagonista dell’UTOPIA del cambiamento
Edgar Morin ha detto che la consapevolezza della non esistenza del migliore dei mondi possibili non ci deve impedire di cercare un mondo migliore.
*Nicola Melone, docente universitario di Matematica, ex preside della facoltà di Scienze della Università di Caserta
