Caserta, i disabili non trovano posto al parcheggio dell ospedale: pochi posti. E i vigilantes…

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

 

CASERTA – Ebbi modo, tempo fa, di ascoltare una relazione del dott. Luigi Annunziata, il Direttore Generale dell’Ospedale di Caserta, quando egli fu ospite del Rotary Club Caserta – Terra di Lavoro, il sodalizio internazionale di cui mi pregio essere socio e l’uomo, al di là di tutto, mi era apparso motivato e animato dalla voglia di fare e di ben figurare, tale da coprire una certa sicumera e la targa politica, oggi giunta allo sfracello, che si era voluta, non si sa perché, avvitare.

Il perché

Ricordando questo precedente e facendo leva sul mio legame affettivo al nosocomio, dato che mio padre, scomparso nel 1979, fu il fondatore negli anni ‘60 del reparto oculistico, lo scorso settembre scrissi con fiducia una garbata lettera al suddetto Direttore per segnalare una grave disfunzione, con implicazioni morali che l’accompagnano e la peggiorano e, ancor peggio, semplice da risolvere, ma non avendo finora ricevuto risposta, mi chiedo se si tratti di un possibile disguido postale, quindi mi scuso in anticipo, oppure ci si trovi di fronte a un caso di arroganza e profonda maleducazione.

La protesta

Ciò che voglio raccontare, riguarda i disabili non deambulanti e chi si trova in quella situazione magari temporaneamente e per i più svariati motivi. Ma vengo al dunque. Negli ultimi anni, ho dovuto accompagnare varie volte in Ospedale un mio anziano familiare per la frattura del perone e, poi, per importanti problemi alla colonna vertebrale che, al momento, ne limitano la deambulazione.

La causa del disagio

Per accedere con la carrozzina a rotelle (preciso, da tempo la nostra, per non sottrarne una al servizio !) sono dovuto sempre entrare dai due unici ingressi possibili per un non deambulante; quelli cioè che consentono di giungerci sotto con l’auto e che sono quello principale e quello del Pronto Soccorso. Ciò vale sia per il precedente Pronto Soccorso che aveva l’ingresso vicino a quello principale che per l’attuale che è stato ampliato e migliorato e l’accesso spostato ma solo di alcuni metri.

Un’altra necessaria premessa per chi non è pratico dei luoghi. Il nuovo Pronto Soccorso (ma era lo stesso col precedente) ha un numero limitato ma direi sufficiente di posti auto, ora ubicati in un piazzale sottostante, prima lungo il viale di uscita e la loro gestione è affidata a guardie giurate in grandi difficoltà e imbarazzo nei confronti degli utenti inferociti a causa della mancanza di direttive e di attenzione verso chi non è autonomo che dimostra la dirigenza del nosocomio.

I vigilantes e i disabili

Accade cioè che, una volta giunti, spero che nessuno debba provare per credere ma chi è scettico…. Ha sempre tempo per capire… C’è un addetto che aiuta il paziente a scendere dall’auto per avviarlo rapidamente al reparto mentre una guardia indica il parcheggio. E’ così per chi va al Pronto Soccorso ma non per chi accompagna un disabile o un non deambulante dato che i posti loro riservati sono tre (!) per cui occupati quelli…… Ma procediamo con ordine.

Striscia e le Iene

Devo dire che ho sempre riscontrato un’ottima qualità del servizio sanitario, e in questo ci saranno sicuramente dei meriti anche del Direttore Generale ma il “tormentone” del parcheggio, per chi accompagna chi non è in grado di camminare, è un problema che deve essere risolto altrimenti di questi articoli ne scriverò altri e non mancherò di informare “Striscia la notizia “ e “Le Iene”.

So dove mi trovo e in quale contesto vivo da decenni e immagino il nostro nosocomio aduso a rumorose comitive di folcloristici parenti che accompagnano o vanno a far visita a un solo malato.

Ma se ci si reca in due in Ospedale e di questi uno è il paziente, per di più disabile o, comunque, non deambulante, l’altro, evidentemente, è colui che guida l’auto, fronteggia le situazioni, fa la fila all’accettazione, parla con medici e gli infermieri, ha in mano gli incartamenti, le radiografie e altro ancora e spinge la carrozzina con cui riporterà indietro chi ha accompagnato.

Come fare a sopportare il disagio per i disabili

Egli, pertanto, cioè l’autista – accompagnatore – conduttore della carrozzina ecc. ecc. se troverà impegnati i tre posti, non potrà tornare indietro a cercare qualcuno che faccia il terzo o rimandare tutto, né può scaricare al volo il malato, mollandolo lì ad attendere il suo ritorno dal parcheggio collegato, per di più, al nosocomio da una lunga scalinata (!)

Bisogna considerare ancora che ci sarà, poi, da fare il percorso all’inverso, ma va agevolato, facilitato, non deve subire fastidi; non deve, cioè, essere… assillato e impegnarsi in estenuanti trattative con la solerte guardia giurata fornita di fischietto, pronta a scaricarsi di responsabilità, con immancabile tirata di spalle alla partenopea, cui mai, mai mi adatterò.

Si capisce il problema? A parte il ridicolo e il grottesco nella questione e poi… Direbbe Ezio Greggio: “… Ma come… Ma che vergogna… I disabili !”.

Di spazio per creare posti auto a sufficienza per disabili, proprio di fronte all’ingresso principale e al Pronto Soccorso, tra l’altro, ce ne è in abbondanza, anche all’ombra di un boschetto.

Vorrei vivere a Caserta

Sarà, poi, compito delle guardie giurate la gestione del servizio e la repressione dei sicuri abusi dei tanti incivili che cercheranno di parcheggiare senza averne né titolo né necessità; e forse basterà una sola guardia a gestire il tutto, con un notevole risparmio di denaro; sempre che la cosa interessi…….

Inoltre, basterebbe affiancare alla lunga scalinata che collega il grande parcheggio una scala mobile per carrozzine, un ascensore o una discesa a tornanti; insomma, il problema è dell’ospedale, certamente non il mio; semmai lo è diventato per negligenza.

Vorrei un giorno potermi vantare di vivere a Caserta. Chiedo troppo ?