Riceviamo e volentieri pubblichiamo dal Comiatto Anti cave di Caserta.
CASERTA – Il processo cave passa alla seconda fase, quella dell’appello alla sentenza di primo grado che ha visto tutti i responsabili degli abusi estrattivi assolti a formula piena.
E nonostante le numerose pagine di motivazioni formulate dal giudice Antonio Pepe, non possiamo arrenderci a di fronte a una realtà che ha visto i nostri colli scomparire e i nostri compaesani subire a discapito della propria salute l’attività di cava e cementifici. E’ per questo che i Comitati di Cerasola, Centurano e San Clemente hanno voluto rafforzare la loro difesa e la loro azione legale con un altro avvocato penalista.
Infatti il nostro comitato di Quartiere già costituito parte civile nel processo cave ha dato mandato all’avvocato Paolo Sperlongano che ci rappresenterà nella fase di appello. L’avvocato Sperlongano con sede a Napoli e Caserta già noto come legale delle parti civili nel processo Bassolino-Impregilo, sta già predisponendo sollecito al pubblico ministero Donato Ceglie che senza alcuna esitazione e sin dall’inizio si è detto disposto a formulare appello alla sentenza di primo grado.
A prescindere dalla prima sentenza emessa dal giudice unico, il giudice Donato Ceglie, quale pubblica accusa ha il grande merito di aver reciso un apparato consolidatosi negli anni a dispregio di un vasto territorio e dei suoi abitanti.
E’ certamente un risultato parziale ma è già tanto se consideriamo l’inerzia generale che predomina in relazione alla problematica cave e cementifici. L’universo del cemento è come un drago a più teste che sopravvive grazie ad un immunità congenita.
Il drago casertano seppur mutilato continua a nutrirsi dei nostri colli e a spargere fumi. E il cuore di questo mostro è la Cementir, appena scalfita dall’operazione olimpo e dal sequestro, tant’è che si fregia di aver ricostruito la montagna e si arroga il diritto di cavare per altri venti anni usando come carburante del cementificio i rifiuti, grazie all’avvallo della Regione.
La Cementir rischia di bloccare l’apertura del policlinico, una preoccupazione espressa anche dal presidente della Provincia che immediatamente prima di dimettersi (e forse proprio per questo, Ndr) ha voluto pubblicamente e con forza esprimere la propria contrarietà alla prosecuzione di cava e cementifici, invitandoci a un confronto e ad aprire una collaborazione.
La volontà del presidente, espressione della Provincia e del centrosinistra non può essere disattesa dalla sua parte politica e soprattutto dal sindaco Petteruti sempre vicino al Presidente. Ed è per tali ragioni e per la gravità del problema che noi ci aspettiamo che il sindaco di Caserta esca dall’inerzia e cominci ad affrontare quei problemi che hanno la priorità cosi come la Provincia stava iniziando a fare.
Giovanna Maietta
Presidente del Comitato di Quartiere di Parco Cerasola e Centurano
