Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Mauro Desiderio, aderente al Pd
CASERTA – Vorrei sottoporre agli amici lettori qualche riflessione sull’attuale fase formativa del partito democratico nella nostra Città e Provincia.
Ho creduto e partecipato alla formazione del partito democratico come abbattimento delle barriere partitiche e creazione di un open space di discussione, dibattito, decisioni, nell’ottica di semplificare la politica e offrirla ad una migliore comprensione e scelta dei Cittadini, più volte in passato disorientati ed esclusi dalla partecipazione.
L’open space del loft romano, simboleggiava la possibilità di tutti di dialogare con tutti, l’abbattimento delle pareti, la trasparenza delle decisioni e delle scelte, insomma un partito moderno, democratico e progressista.
Ed invece i dibattiti, i confronti e le scelte consequenziali non si fanno. Ci si mette d’accordo sulla base di vecchie provenienze e di nuove divisioni al di fuori delle sedi congressuali.
Dai due partiti principali e qualcosa altro sono venuti fuori numerosi gruppi in un labirinto di equilibri passati e odierni, nei quali solo collaudati navigatori cercano di districarsi, impedendo di fatto la scelta dei voti, unica e vera scelta democratica e liberale, e quindi la partecipazione di nuovi Cittadini, che potrebbero essere interessati alla formazione e allo sviluppo del partito.
Abbiamo visto di tutto in questi due ultimi anni. Nomine stile Berlusconi non legate al territorio e altresì un territorio litigioso che non è stato capace di offrire un solido strumento di scelta democratica (primarie) da contrapporre alle nomine regie.
Rotture private che sono poi diventate fratture politiche. Dimissioni non comprensibili. Onorevoli eletti da tutti che si schierano invece di essere elementi di unità e garanzia. Licenziamenti non discussi e dimissioni non comprese. Salita e discesa di scale ecc…
E poi, ignorando norme e regolamenti, si è giunti a non tenere né assemblee comunali né provinciali, sistematicamente rinviate a data da destinarsi, data in cui le scelte esterne saranno definite.
Non si vota più. I regolamenti prescrivono per le scelte votazioni a scrutini segreti, determinazioni assembleari. Nella pratica, escluse alcune sofferte e belle circostanze di confronto (primarie 14 ottobre, elezione del coordinatore provinciale provvisorio, scelta del coordinatore provinciale), per l’elezione degli organismi territoriali di dirigenza si torna al peggio del passato, alle scelte fatte da pochi e alla fuga del confronto attraverso il voto. Le scelte non sono fatte in base alle forze in campo ma in base alle vecchie provenienze e alle nuove divisioni, proclamando una presunta necessità di equilibrio a tavolino che è il contrario della democrazia.
Per cui invito gli amici e simpatizzanti del P.D. , chi credeva e crede nel progetto di un unico grande partito progressista, a rimarcare la necessità di dibattiti veri e di scelte a suffragio, con le forme che ritengono più opportune, attraverso quotidiani on line e non, blog, facebook, e.mail a pdcaserta@libero.it, fax al 0823 187.19.43, sms al 447781112034. Facciamoci sentire. Qualcuno lo ha già fatto.
Se ciò non sarà , se non riuscire a far cambiare rotta, non vedo molto futuro per il partito democratico, né in Italia con l’esclusivo binomio D’Alema – Veltroni, né nel litigioso livello regionale, né tantomeno nel nostro piccolo Territorio, dove a forza di correnti si potrebbe creare un parco eolico.
