Riceviamo e volentieri pubblichiamo.
CASERTA – Nella impossibilità di esprimere un’opinione su ciò che sta accadendo al Comune di Caserta, dato il mancato insediamento degli organismi cittadini, consegniamo ai Cittadini un contributo di persone impegnate nel Pd e nelle forze che hanno portato il centro sinistra a vincere nella città ed ora aderenti all’Associazione RED (Riformisti e Democratici).
La crisi
La crisi probabilmente affonda le sue radici nell’oggettiva circostanza che vede il gruppo consiliare di 17 persone proveniente da 3 liste diverse con percorsi spesso differenziati e, quindi, nell’indubbia necessità di luoghi, tempi e modi certi e celeri di discussione partitica. Questa impossibilità ad avere un partito organizzato, esteso ad aderenti e simpatizzanti, ha rinchiuso tutte le vicende politiche ed amministrative nella ristretta schiera dei soli eletti in Consiglio aderenti al gruppo del P.D., rendendo difficoltosi ed ingarbugliati i processi di scelta delle rappresentanze istituzionale e di governo, in una Città difficile come la nostra che ha assoluta necessità di direzione coesa, serena e forte.
Dimenticate le scelte di luglio
Eppure nelle assemblee di Luglio 2008, sia pure in funzioni improprie, il Sindaco di Caserta è stato presidente e artefice principale, quindi non supino spettatore, della formazione degli organismi assembleari cittadini e dei 4 circoli territoriali, a tutt’oggi ancora non insediati. Ciò di fatto impedisce al Cittadino l’iscrizione e la partecipazione al Partito Democratico. Urge l’insediamento dei circoli territoriali, le nomine dei coordinatori di circolo e del coordinatore cittadino. E per accelerare questi processi ci rivolgiamo al segretario provinciale Iodice, affinché attivi in tempi celeri i meccanismi necessari.
L’errore dei Coraggiosi
Vi è uno sbarramento alla partecipazione, reso ancora più ermetico dall’esplosione del gruppo in cui è stata scelta la maggioranza dei rappresentanti (“Coraggiosi” ed ex “Caserta è libera”), innescata dalla revoca del mandato all’assessore Ceceri (bis di ciò che nel silenzio più assoluto accadde alla Provincia qualche mese prima). Da questa revoca, ancora non opportunamente motivata né al Consiglio né tantomeno alla Città , e da questa divisione è scaturito un indebolimento di fatto della maggioranza.
I conti non tornano
I conti non tornano più ma riusciamo con difficoltà a capire l’accusa del Sindaco al P.D., quasi fose un Ente astratto.
In Città e in Provincia, è stata sempre forte se non completamente dominante la direzione nel partito democratico dello stesso Sindaco e del Presidente della Provincia De Franciscis ( che riportò il 70% dei voti nell’elezioni a coordinatore provinciale provvisorio nell’animato e combattuto congresso dell’ Ottobre 2007 ). Solo pochi mesi fa si sono formalizzate le cariche di coordinatore provinciale ad Enzo Iodice e di presidente del partito a Rosa Suppa.
No alle accuse al Pd del sindaco
Pertanto invitiamo il Sindaco a rinunziare alle accuse generiche e nel ricordo di tanti Cittadini che gli hanno dato fiducia , a procedere, come Egli sa e può, a ritirare le dimissioni e a ricomporre le fratture sicuramente trascurabili rispetto alle gravi esigenze della Città e del Paese; a contribuire al raggiungimento, come Primus inter Pares, della massima dignità per il Consiglio Comunale della nostra Città Capoluogo.
No alle divisioni del Pd
E medesimo invito rivolgiamo ai Consiglieri ed Assessori del nostro Partito Democratico , affinché superino le divisioni, le incomprensioni ed i personalismi, per lavorare nell’ambito delle loro rispettive funzioni, a ciò che è il primo obiettivo del P.D. , il benessere dei Cittadini. Ed in ciò prestino massima attenzione a comportamenti in Amministrazione di chicchessia che possano sia pur lontanamente condurre ad illeciti giudiziari, perché la forza dei democratici e liberali è sempre stata una pulita azione politica ed amministrativa.
Scegliere liberamente il presidente del Consiglio
Chiediamo che i consiglieri del PD possano scegliere liberamente il candidato alla presidenza del consiglio con il vincolo che non possono essere utilizzati i voti della destra per sovvertire le scelte fatte all’interno. Per noi un criterio politico di scelta chiaro non può non portare alla elezione di Rosa Bonavolontà . Infatti ci domandiamo, in un cotesto partitico che a tutti i livelli spesso fa demagogia sulla presenza femminile, inventando e cooptando figlie e mogli pur di far nascere un organismo direttivo, come possa ignorare la presenza (unica) in Consiglio di una donna che è anche la più votata della Lista dei DS.
Se genere, merito, consenso non contano il Pd stravolge il mandato politico dei cittadini. E la candidatura ci convince anche per i comportamenti. La Bonovolontà è stata l’unica a chiedere una discussione consiliare della crisi, dimostrando di aver chiaro il ruolo alto dell’assemblea e delle istituzioni, in un’ottica democratica e liberale. Ma non tutto si può e si deve fermare all’aspetto istituzionale della vicenda.
Lavorare insieme
Dobbiamo lavorare tutti per superare le divisioni sostanziate nella nascita di vere e proprie correnti, tenendo presente che l’avversario è l’altro schieramento. L’abbattimento delle vecchie barriere partitiche era e rimane motivo sostanziale della nascita del P.D., per dialogare e lavorare in una casa aperta, un open space come era stato simbolicamente chiamato, con l’accelerazione dei processi formativi dei circoli locali e con altre iniziative che recuperino quella parte di Società Civile interessata alla discussione politica.
Un patto con la Pdl contro i trasformisti
Chiediamo, infine, certi che i continui passaggi di campo per la sola acquisizione di posti di potere, siano un tarlo per qualsiasi Amministrazione, che in Città si attivi una discussione con il PDL , contro il trasformismo. Gli esempi di commistione tra le amministrazioni dei due schieramenti sono sotto gli occhi di tutti e creano instabilità e nascita continua di accordi sotterranei. Già da adesso ci sono le avvisaglie di ritorni ad “altra casa” e di ulteriori voltafaccia.
Con la consapevolezza che è il PD a dover fare in questo senso il primo passo siamo a domandare al P.D.L. se vuole una città governata da chi ha un progetto politico (sia esso del P.D.L. o PD ) o una Città condizionata sempre da chi ignora progetti ed idee e si occupa con disinvoltura del solo proprio gestire”.
Mauro Desiderio assemblea regionale PD
Carlo Scatozza assemblea cittadina Pd
