Riceviamo e pubblichiamo una lettera giunta in redazione da un nostro lettore, residente fuori città , ma innammorato della città capoluogo.
CASERTA – Vivo lontano da Caserta per lavoro oramai da 18 anni, tuttavia fervido in me permane il senso di appartenenza alla città che mi ha dato i natali. Tale sentimento lo esprimo con una sola e secondo me significativa parola: casertanità .
Ahimé questo senso di appartenenza appare svilito dalla sempre più ingombrante insolente e, permettetemi, svilente presenza invasiva nell nostra e, sottolineo nella nostra, città dell’invasore napoletano!
Tale considerazione è ovviamente rivolta alla presenza di “marmaglia” che ha deturpato e continua a deturpare la nostra secolare cultura e con questo a disintegrare le nostre povere, ma dignitose tradizioni.
Non è possibile che Caserta sia utile solo alle discariche ed ai piani regolatori per garantire alloggi ai poveri abitanti dell’ hinterland partenopeo.
Riflettiamo tutti e riprendiamoci la città capoluogo e possibilmente la Casertana che amo dal profondo.
