CASERTA – Ci ha lasciato Domenico Fuoco, da tutti conosciuto come Mimmo. Classe 1938, è nato al Cielo all’età di 82 anni, gli ultimi dei quali a lottare contro un male che lo aveva molto provato e che solo l’affetto dei suoi familiari aveva reso più sopportabile.
Con lui, e non è una frase fatta, va via una fetta importante della storia della nostra città. Mimmo Fuoco era un imprenditore moderno, a suo modo un visionario. Volere è potere è stato il suo mantra, la molla che lo ha spinto a scelte ardue, ma vincenti. Di origini sammaritane, la sua famiglia si trasferì, però, nell’immediato dopo guerra a Caserta. Ha vissuto gli anni della giovinezza in via Mazzini a pochi metri dal negozio storico di elettrodomestici che i suoi genitori aprirono in largo San Sebastiano. Un azzardo, a quel tempo, ma scelta che si rivelò subito giusta visto il boom economico che l’Italia conobbe in quei fantastici anni. Mimmo ereditò le capacità commerciali di sua mamma e suo papà, ma si spinse oltre. Seppe agire con grande abilità anche nel mondo immobiliare. Uomo di grande gusto e raffinatezza che riuscì a trasferire in maniera magistrale nel suo negozio di mobili dove pezzi avveniristici e di design arredano ancora oggi gli appartamenti di molti nostri concittadini.
Possiamo definirlo un figlio di quella Caserta bella degli anni 60-70-80, quella città che viveva un grande splendore sociale, economico e politico. Una classe imprenditoriale vera, forte che produceva ricchezza e benessere, ma anche gelosa custode dei valori della nostra terra. Lui si definiva amico di tutti, frequentava con pari rispetto e disinvoltura sia i salotti che l’uomo della strada. Amava la vita a 100 all’ora e non a caso aveva una forte passione per le auto sportive e da corsa. Gareggiò anche in formula 3. Ora la sua corsa terrena è finita; da ieri ne è cominciata una nuova, più dolce, silenziosa, soffice, illuminata dalla Gloria e sospesa nel tempo dell’immortalità. Lassù in Cielo ritroverà i vecchi amici di un tempo che lo hanno preceduto in questo viaggio: magari sarà l’occasione per tornare a giocare a carte insieme.
Che la terra gli sia lieve.
