CASERTA – “Verrà l’amore e avrà i tuoi occhi – Hommage à Cesare Pavese” è il tema della innovativa presentazione spettacolo curata da ScrivEremo e dal Tequila Public House di Caserta per “Autoreverse”, ultimo libro del casertano Francesco Forlani, scrittore e artista eclettico che da tempo ormai vive alternandosi tra Parigi e Torino.
Presentazione spettacolo perché oltre all’autore e ai tre presentatori Paolo Mastroianni e Gianni Campi, scrittori; e Luigi Ferraiuolo, giornalista e curatore di ScrivEremo – sabato 17 gennaio alle 18, al pub Tequila di piazza Pitesti di Caserta, di fronte alla chiesa del Buon Pastore – ci sarà anche un luogo innovativo, per l’appunto un pub, e il noto gruppo musicale dei Ringe Ringe Raja, che è specializzato proprio in accompagnamento musicale per eventi letterari.
Autoreverse (Ancora del Mediterraneo, pagg. 157, euro 13,50) come scrive il giornalista e critico letterario de Il Mattino, Francesco De Core, nonostante sia un romanzo «sporco, perché contiene ampi passaggi saggistici ben integrati e armonizzati nella struttura narrativa, è anzitutto un omaggio al Pavese scrittore, non solo all’uomo drammaticamente incompiuto. Francois – uno dei protagonisti del libro, alter ego dello scrittore-performer casertano, che vive e opera proprio lungo un percorso che dalla Campania porta a Parigi passando per Torino – scende dalla Francia all’albergo Roma (a Torino, dove morì in realtà pavese, Ndr) per dare forma a una ossessione, quella della voce di Pavese. Voce che sarebbe contenuta in una registrazione mai trovata, sepolta chissà dove.
Per altri aspetti e altre visioni, magari meno poetiche ma non meno spontanee, anche Angelo Cocchinone da Casapulla, Caserta, dipendente dell’hotel, ha caratteri che l’autore si porta dentro: ovvero quel senso genuino della provincia che non si è smarrito neppure nei meandri di una Torino post-industriale e post-einaudiana, sempre più grigia, orfana della Fiat che fu, della grandeur agnelliana e dell’operaismo spinto. Le piccole storie individuali sembrano risucchiate nell’alveo della Grande Vicenda pavesiana, calamita, polo d’attrazione, imbuto. Il mito, appunto: tanto che tutti cercano la celebre stanza 313 e nessuno sa che invece la camera del suicidio, dopo la ristrutturazione, è diventata la 346″.
L’ingresso all’incontro di sabato 17 alle 18 al Tequila di piazza Pitesti è aperto a tutti e “le noccioline – come dice il motto del pub – sono assicurate”.
