NAPOLI – Lo juventino più conosciuto d’Italia, esuberante e senza peli sulla lingua, Edrissa Sanneh, meglio conosciuto come Idris, comincia a lavorare in Italia come dj nelle discoteche e nelle radio locali.
Per anni lo abbiamo visto tifare Juve nella nota trasmissione “Quelli che il calcio†con Fabio Fazio e oggi dirige il Tg multietnico in onda su rete Brescia.
E’ padre di quattro figlie cui insegna a non aver paura nella vita e soprattutto ad avere rispetto per gli altri. Non si sbilancia su chi vincerà questo campionato, ma confessa le sue passioni oltre il calcio, come il tennis e soprattutto la cucina!
Come è nata la passione per il calcio?
Essa è in ognuno di noi , il primo regalo che un padre fa ad un figlio è un pallone e il calcio è la cosa che fa socializzare, per questo lo amo.
E per la Juventus?
La passione per la Juve è nata perché quando tutti tifavano Inter e Milan, io che vado sempre contro corrente ho iniziato a tifare Juve! Poi soprattutto perché mi piaceva moltissimo Nestor Ruben Combin.
Le piace il calcio di questi anni?
Mi piace perché c’è competizione, ma non mi piace il lato scuro del calcio, quello delle partite a tavolino ecc.
Cosa pensa del razzismo sugli stadi?
Penso che sia l’ immagine più brutta che questo meraviglioso sport offra di se.
Lei viene da una famiglia poligama, ha ben 21 fratelli, mi racconti un po’ della sua gioventù dove l’ha vissuta e quando e come è venuto in Italia?
Io sono venuto in Italia quando avevo 19 anni. Vengo da una famiglia che mi ha insegnato tanto, i valori più importanti della vita, si viveva in povertà , essa ci ha insegnato ad apprezzare le cose vere, i principi sani che devono guidare la nostra esistenza.
Quali sono i valori più importanti che la sua famiglia le sue origini le hanno trasmesso?
Sincerità , essere veri, onesti, e poi il rispetto.
Cosa porta dentro dell’Africa e del suo Paese?
I colori e i profumi.
Cosa insegna ora alle sue figlie?
Il rispetto verso gli altri, essere sempre se stesse, non aver paura degli altri, mai sentirsi superiori agli altri, ma neppure inferiori.
La sua passione sportiva dopo il calcio?
Il tennis e la cucina.
Chi vincerà lo scudetto?
Questo penso sia ancora presto per dirlo si vedrà a febbraio.
Progetti professionali futuri?
I miei progetti dipendono da Dio, spero di continuare questo lavoro di giornalista e lavorare tanto.
Lei ha avuto modo di conoscere una grande artista al suo ultimo e indimenticabile concerto proprio contro ogni razzismo e la camorra, circa un mese fa a Castel Volturno. Che ricordo le ha lasciato Miriam Makeba?
È un ricordo che porterò sempre con me di una donna eccezionale che ha dato tutto per la sua terra e ha cantato fino alla fine dedicando quella canzone alla sua mamma.
