MADDALONI (Caserta) – Grazie all’azione promozionale, all’informazione quotidiana e costante, impeccabile e ricca di contributi fotografici da parte del prof. Antonio Pagliaro, è trasparente l’azione culturale, l’iniziativa formativa, l’opportuna degli indirizzi di studi che ogni giorno offre il Convitto Nazionale Statale “Giordano Bruno” di Maddaloni.
Grazie a questa informazione, anche sui canali social, abbiamo appreso della presenza da qualche settimana dei Codici QR negli ambienti del Convitto Nazionale Statale “Giordano Bruno” di via San Francesco d’Assisi al civico 119. Si aggiunga che la realizzazione dei codici QR sono opera dell’educatore Luca Tron, esperto informatico da poco al Convitto Nazionale Statale “Giordano Bruno” di Maddaloni dopo 24 anni di servizio al Convitto Nazionale Statale di Napoli. Sua è anche la grafica delle locandine e dei depliant nonché la gestione del sito del convitto maddalonese.
I codici QR hanno fatto la loro comparsa in occasione dello scorso Open Day che è coinciso anche con la visita turistica delle Domeniche dell’Arte (Maddaloni, ieri pomeriggio il primo appuntamento con le “Domeniche dell’Arte” del 2020 in città).
Come lo stesso prof. Pagliaro riporta sul face book, « si vedono attaccati alle pareti del chiostro, dello scalone monumentale e del salone storico dei strani quadratini simili a codici a barre che abitualmente si vedono stampati sui prodotti che compriamo nei negozi o nei centri commerciali e che vengono decifrati dal lettore dei codici a barre in possesso dagli addetti alle casse per il pagamento della spesa.
Si tratta del cosiddetto Codice QR (in inglese QR Code) un codice a barre bidimensionale composto da moduli neri disposti all’interno di uno schema bianco di forma quadrata, impiegato tipicamente per memorizzare informazioni generalmente destinate a essere lette tramite un qualsiasi telefono cellulare o uno smartphone.
Da diversi anni i codici QR vengono stampati su piastrine di plastica e sistemati esternamente sui portali di: musei, chiese, monasteri, monumenti, palazzi storici, scuole antiche, ecc. con l’intento di far conoscere attraverso i testi la loro storia e con l’ausilio delle fotografie gli interni anche se l’edificio è chiuso al pubblico.



Il rettore dirigente scolastico del Convitto, prof. Rocco Gervasio, consapevole dell’importanza storica, architettonica, artistica e spirituale del nostro Istituto che vanta la presenza della Grande Tela dei fratelli Giovanni e Giuseppe Funaro (1756) e che in origine nasce come Monastero dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali Francescani, ha pensato di dotare anche la nostra scuola museo dei codici QR incaricando l’educatore Luca Ton, esperto di informatica e di reti wi-fi., a creare e installare tali dispositivi in vari punti dell’antica struttura.
Nel nostro caso, su indicazione dello stesso rettore Gervasio, 4 cartellini di codici QR sono stati sistemati dal personale addetto alle pareti del Chiostro, dello Scalone monumentale e del Salone storico.
Questi dispositivi, attraverso il telefono cellulare o lo Smartphone, hanno la funzione di collegare l’utente visitatore direttamente alla Guida storica del Convitto Nazionale Statale “G. Bruno”, scritta dall’educatore Antonio Pagliaro, alle pagine del Chiostro settecentesco, dello Scalone monumentale, del Salone storico e del Convitto stesso.
Per fare ciò basta scaricare gratuitamente nel telefono cellulare o nello Smartphone una semplice applicazione munita di un programma di lettura di codici QR.
Per leggere il codice QR è sufficiente inquadrarlo con la fotocamera del telefono cellulare dopo aver aperto il lettore.
Quindi, chiunque si trovi negli ambienti del Convitto succitati, volendo, può collegarsi con il suo telefonino e leggerne le storie».
